Isidoro, Boezio e 'l buon Riccardo,
Crisostomo ed Alano era ivi inserto,
splendente ognun, che mi vincea lo sguardo.
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Il tempio, che di sopra era scoperto,
65 avea per tetto il raggio delle stelle,
e 'l ciel ogni splendor v'avea aperto.

Mentr'io mirava queste cose belle,
Paulo mi disse:—Se tu hai diletto
altro sapere, perché non favelle?—

70 Risposi a lui:—Quantunque io abbia letto
che cosa è fede, ancor non son contento,
se meglio nol dichiari al mio intelletto.

—Fede è substanza ovvero fundamento
delle cose non viste e da sperare,
75 ferma chiarezza ovver fermo argumento.—

Cosí egli rispose al mio parlare;
e poi subiunse che qui la substanza
vien da quel verbo, che sta per substare.

E, perché tutto l'esser di speranza
80 sta su la fede e dietro gli seconda,
e senza lei ogni vertú ha mancanza,

fede è substanza, perché 'n lei si fonda
spene e vertú e vanno dietro poi
quasi accidenti ovver cosa seconda.

85 Se d'argumento ancor tu saper vuoi,
ciò è chiarezza, ché la fede è chiara,
come chi vede ben cogli occhi suoi.

E fa' che 'ntendi bene, e questo impara:
ch'alcuna fede è viva, alcuna è morta,
90 e sol la fede viva appo Dio è cara,

perché nell'operare è sempre accorta;
e cosí è vertú da lei produtta,
come da pianta che buon frutto porta.