10 Come avverria, se un nella caverna
fusse nutrito, e poi gli dicesse uno
ovver la sua nutrice, che 'l governa,
come nasce la rosa su nel pruno,
e come 'l sol il dí rischiara il giorno,
15 e poi la sera cala e fállo bruno,
e quanto il ciel di stelle è fatto adorno,
e come piove, e che per l'alto mare
le navi vanno a vento intorno intorno,
appena el credería; e, poi che chiare
20 ei le vedesse, diría nel pensiero,
stando egli stupefatto ad ammirare:
—Or veggio ben che a sí supremo vero
non alzava io la mente, e ciò ch'i'ho creso
è stato diminuto e non intero;
25 e per questo io, dal terzo ciel disceso,
parlar non volli tra li saggi e sciocchi,
che per superbia non m'arebbon 'nteso,
p. 358
stolti appo Dio e saggi ne' lor occhi,
pien d'ignoranza e sí di senno vóti,
30 che suonan, beffeggiando, unque li tocchi.
Ma a quei, che alla fede eran divoti,
a Dionisio ed a molt'altri ancora
li secreti del ciel io feci noti.
Quel che tu chiedi ch'io ti riveli ora,
35 tosto fia manifesto al tuo intelletto,
quando di questo tempio serai fuora.—
D'un porfido polito, terso e netto
una via mi mostrò poi 'nsú distesa,
girante intorno al tempio insin al tetto.
40 —Per questa è la salita ed è la scesa
di dea Speranza; e chi vuol veder lei,
convien che saglia sopra questa chiesa.—