La scorta mia a me cominciò a dire:
—Se altro vuoi veder qui, presto mira,
ché omai debbiamo ad altro ciel salire.—
Allor mirai e vidi come gira
95 la figlia di Latona il Zodiáco
e come giú sopra gli umori spira,
e, come quando è 'n coda o in co' del draco,
che per la terra il suo fratel non sguarda,
il lume suo si oscura e fassi opaco.
100 Vidi quando è veloce e quando tarda,
e come a poco a poco si raccende,
e come per vapor par pur ch'ell'arda.
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Poscia al secondo ciel, che piú risplende,
dall'amorosa scorta io fui condotto;
105 e questo l'altro circonda e comprende.
Lí sta Mercurio, e l'animo fa dotto
nell'eloquenza ed anco signoreggia
sopra agli attivi nel mondo di sotto.
E, perché l'epiciclo suo attorneggia
110 il volto al Sole, il suo lume minore
fa Febo che nel mondo non si veggia;
ché sempre mai la luce e lo splendore
convien ch'offuschi, manchi e che s'appochi
alla presenza del lume maggiore.
115 Angeli e santi io vidi in mille lochi
giranti su e giú ed ire a danza,
con canti dolci ed amorosi invochi:
canto, che tanto quel di quaggiú avanza,
che, poi che io torna' al mondo diserto,
120 ogni dolce armonia m'è dissonanza.
E, perché ben ridir non posso aperto
quello ch'io vidi, vuol però la musa
ch'io ponga fine al mio parlar coperto.