O Amor folle, che sí forte annodi
95 l'amante con l'amato e sí li leghi,
che dentro consumando li corrodi!

Quando si vide non valer li prieghi,
giva ansiando come fa la cagna,
a cui veder li suoi figliuol si neghi.
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100 E lasciò tutte e sol me per compagna
seco menòe; e salse tanto ad erto,
ch'ella pervenne in una gran montagna.

Alquanto andammo lí per un deserto:
alfin venimmo in quel prato fiorito,
105 ov'ella te di fiori avea coperto.

Ella gittossi dov'eri dormito;
e cominciò a dir con pianto amaro:
—O dolce sposo mio, dove se' ito?

dove se' ora, o mio amico caro?
110 Oh ti vedessi 'nanti ch'io mi parta,
da che contra il partir non ho riparo!—

Poi ch'ebbe pianto lí ben una quarta
d'una gross'ora, su in un sasso scrisse
col dardo suo, come chi scrive in carta.

115 E lí lo pose e poi indi partisse;
e per veder te, credo, mille volte
giú per la piaggia mirando s'affisse.

Iunon le ninfe sue avea raccolte,
e perché Lippea sola v'era manco,
120 mandat'avea a trovarla ninfe molte.

La piaggia tutta non avea scesa anco,
che fu trovata e menata a Iunone
coll'animo ansioso e tanto stanco.

Non valse a dir che sdegno era cagione
125 del suo assentarsi, che creso era piúe
a Invidia il falso, ch'a lei 'l ver sermone,