In prima, o Iove, occidermi ti piaccia;
in prima, o Citarea, voglio morire,
che alcun uomo mi tenga tra le braccia.—
E per podermi ancor meglio tradire,
80 'sciuccava gli occhi a sé con li suoi panni,
nel cor mostrando doglia e gran martire.
Chi creso arebbe che cotanti inganni
e tanta falsitá adoperasse
ninfa, che non parea di quindici anni?
85 Io pregava Cupido che tirasse
contro di lei omai il suo fiero arco
e che al mio voler la soggiogasse.
Ed io il vidi col balestro carco
nell'aer suso in uno splendor chiaro,
90 e ferirla mostrò con gran rammarco.
Non fe' all'Amor la ninfa piú riparo,
ma il capo biondo sul mio petto pose
e che io l'abbracciassi mostrò caro.
Allor Venus di rosse e bianche rose
95 a lei ed anco a me risperse il petto;
e poi sparí come ombra e si nascose.
Quand'ella vide me seco soletto,
cosí mirava intorno con sospiri
come persona, quand'ella ha sospetto.
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100 —Perché, o ninfa mia, intorno miri?
—diss'io a lei.—Deh! alza gli occhi belli,
che hai nel viso, quasi duo zaffiri.
Perché stai timorosa e non favelli?—
Allor alzò la faccia a me e parlommi,
105 'sciuccando gli occhi a sé co' suoi capelli.
—Pel sommo Iove e per li dèi piú sommi
per l'aere e 'l cielo, il qual nostr'amor vede,
pel duro dardo il qual gittato fommi,