acciò che tosto passi questo giorno
e venga Ionia, che venire aspetta,
quando sia notte, meco a far soggiorno.

145 Io benedico il foco e la saetta,
o dio Cupido, col qual m'hai ferito;
e la tua madre ancor sia benedetta,

che, quando con Minerva insú er' ito,
per me avvocò ed ella mi ritorse;
150 ed ella ha fatto ch'ancor t'ho seguíto.

E qui al suo reame ella mi scorse
ed hammi data Ionia, e che a me vegna
n'aggio speranza senza nessun forse,

e spero in te e 'n lei che mi sovvegna.—

p. 85

CAPITOLO XVII

Dove si tratta dell'inganno, che fu fatto all'autore dalla ninfa Ionia.

E giá il chiaro sol sí calato era,
che nell'altro emisperio a quello opposto
faceva aurora e quivi prima sera.

E, per meglio vedere, io m'era posto
5 alto in un sasso e lí cogli occhi attenti
stava sperando che venisse tosto.