40 —Quando la notte ieri si fe' bruna
—rispose quella,—Ionia n'andò via,
e non era levata ancor la luna.—

E disse a me che cenno fatto avía
la dea Ciprigna, acciò ch'andasse a lei
45 cosí soletta senza compagnia.

—Ma io, o giovin, volentier saprei
perché tu ne domandi ed a quest'otta
come vai quinci, e dimmi che far déi.—

Risposi:—Iersera, quando il dí s'annotta,
50 io vidi lei; ond'io maravigliai
che sí soletta andar s'era condotta;

ch'i' so che in questo loco stanno assai
centauri e fauni, e so che qui ed altrove
sono alle ninfe infesti sempremai.

55 Io temo, o driada, che alcun non la trove
e, sol da questo mosso, quaggiú vegno:
questo a venir di notte qui mi move.

—Se Citarea, la dea di questo regno
—rispose quella—volle ch'ella gisse
60 ed acciò ch'ella andasse gli fe' segno,

nullo saría centauro che ardisse,
né che potesse impedirgli l'andata,
la qual i fati e la dea gli prescrisse.
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Ma, se questo non è e fie trovata,
65 null'altra cosa, credo, la ripara
che non sia presa e che non sia sforzata.—

Ahi, quanto esta risposta mi fu amara,
credendo fermamente fosse presa!
E questa opinion mi parea chiara;

70 ond'io risalsi insú tutta la scesa,
che avíe fatta, e giunsi su nel piano,
ove aspettato avíe con spene accesa.