corsi ver' lor, di furia e d'ira pieno;
140 ond'elli, spaventati, fuggîr presti.
Ma, perché Ionia potea correr meno,
rimase addietro; ond'io:—Ché non t'arresti?
perché fuggi cosí, o mala putta?
Son queste tue parole ed atti onesti?
145 Tu m'hai fatto aspettar la notte tutta
ed hai lasciato me sol per restarte
con un mostro cornuto e fèra brutta.—
E, perché del fuggir le ninfe han l'arte
e son veloci, sen fuggí sí ratto,
150 che non la giunsi mai in nulla parte.
Allor meco pensai ch'io era matto
seguitar piú Cupido, ch'è fallace
nelle promesse ed infedel nel fatto.
Con voce irata ed animo audace
155 queste parole contra Amor profersi,
volendo seco guerra e mai piú pace,
sí come si contiene in questi versi.
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CAPITOLO XVIII
Dove si tratta del reggimento della casa de' Trinci e della cittá di Foligno.