§ 3.—
Suoi Prodotti.

Sono menzionati nella Bibbia i seguenti cereali: dagan grano, hhittà frumento, nisman dohhan miglio, cussémed spelta, seorà orzo.

I legumi od erbaggi venivano detti con nome generico jarak (da ierek verde) od oróth. Erano tali: il pol fava, gli adascím lenti, i kisciuím cetriuoli, gli abbatihhím poponi, i bessalím cipolle, il hassir porro, lo scum aglio.

S'incontrano pure i nomi di parecchi fiori e di molte specie di alberi fruttiferi ed infruttiferi. Lo sciuscian viene interpretato pel giglio, la hhabasseleth per rosa. Il vocabolo dudaim, col quale si sottintende il frutto della mandrágola, probabilmente era qualche fiore d'amore derivando dal vocabolo dud. Il karkom indica lo zafferano, la laanà, l'assenzio, e l' ezov trovandosi spesso contrapposto all' erez, cedro, fa credere che fosse una pianta piccolissima.

Fra gli alberi fruttiferi sono nominati il thappuahh melo, il thamar palmizio, il rimon melagrano, il theenà fico, il zaid olivo, il sciacked o luz mandorlo, e l' egoz noce.

La vite ghefen fu in ogni tempo coltivata con grandissima cura. Molte viti avevano il loro ceppo abbastanza alto perchè si potesse starvi sotto comodamente, onde la frase che s'incontra spesso nella scrittura: essere assiso sotto la sua vite e sotto il suo fico, per significare il godimento di una vita fortunata e tranquilla.

————

[pg 26]

IIAR
(
Aprile-Maggio
).

«Ed il Signore si pentì d'aver fatto l'uomo in terra e ne ebbe il cuore addolorato14 ». Con queste parole, premesse alla narrazione del diluvio universale, Mosè fece manifesto il corruccio provato da Dio nel riconoscere come quella creatura fatta a sua immagine e somiglianza s'ingolfasse in ogni sorta di brutture; contaminasse nel fango di ignobili passioni la sua anima immortale; e costringesse Lui, il sommo bene e la somma misericordia, a dovere usare il massimo rigore annientandola15.