La Bibbia ci somministra la prova di questo bisogno umano soddisfatto da Caino stesso, il quale fabbricò una città ir o kirià che chiamò hhanoch dal nome del figlio. Subito dopo il diluvio, gli uomini si occuparono nuovamente a edificare diverse città fra le quali Ressen la grande, che stava in mezzo alle altre due città Ninive e Cálahh.

Le descrizioni dei viaggi fatti dai patriarchi nella Palestina e nell'Egitto, ci fanno persuasi che esistevano in quei paesi molte città governate da capi detti melech re, aluf duce dominante, nascì principe.

Gli esploratori andati a visitare la terra di Canaan assicurarono il popolo d'Israele di avere trovate città assai grandi e fortificate; prima di passare il Giordano le tribù di Gad e di Ruben edificarono città e fortezze a difesa delle loro famiglie che lasciarono al di qua di quel fiume.

Non mancavano sicuramente i villaggi o borgate distinti col nome di migrasc, hhavà, chefar.

Le città principali venivano possibilmente edificate su qualche altura, e spesso cinte da doppio e triplice ordine di mura. Il muro principale detto hhomà era munito di tratto in tratto da alte torri, e aveva davanti un fosso profondo, oltre al quale era l'antimuro detto hhel.

Innanzi alle porte della città e talvolta anche nell'interno d'essa, esistevano piazze rehhovód, che servivano tanto ai pubblici mercati, quanto a luogo di residenza dei magistrati per l'amministrazione della giustizia. Mancando allora le botteghe, si capirà facilmente che le mercanzie si tenevano esposte all'aperto sotto tende o capanne.

§ 5.—
Le Case.

All'ingresso degli Ebrei nella Palestina pare che trovassero le case baiith tutte di un solo piano, sormontante da un [pg 38] terrazzo che serviva non solamente per passeggiare e respirare aria più pura, ma ancora per farvi i pasti e passarvi le notti della state. Egli è per questo motivo che il legislatore ebreo, sollecito e tenero del bene del suo popolo, non trascurando neanche le cose di minor conto trattandosi di evitare loro un qualche pericolo, aveva imposto con prudente ordinazione di guernire l'orlo del tetto di un muricciuolo o parapetto maaké alto abbastanza per impedire le cadute. In processo di tempo gli Ebrei seppero fabbricarsi case ampie e alte particolarmente nelle grandi città, e decorarle non solamente con molto buon gusto ma con molto sfarzo, come avremo a convincercene quando discorreremo delle arti coltivate dai medesimi.

In quanto alla disposizione degli appartamenti, sembra che la maggior parte delle case grandi e ricche avessero quattro ale o divisioni formanti un cortile quadrato detto toch abaiith (corte interiore), e precedute da un cortile esterno detto hhasser, destinato a ricevere le persone che ordinariamente non venivano ammesse nell'interno della casa. È molto probabile che il quartiere delle donne fosse collocato nella parte la più remota, poichè quando Davide volle significare come si manifesti la benedizione di Dio su d'un uomo pio, si servì della seguente espressione poetica:

«La tua moglie sarà quale feconda vite beüarchethè bethécha (nella estremità della tua casa). I tuoi figli saranno quali giovani piante d'olivo, intorno al tuo desco»—Dalle profezie di Amos e di Geremia, si ricava che i ricchi avevano appartamenti distinti per l'estate e per l'inverno.