Il primo di questi quattro digiuni per ordine di tempo è quello che accade il giorno 17º di questo mese. In origine esso si faceva ai 9 di questo stesso mese, per commemorare il triste avvenimento della breccia aperta nelle mura di Gerusalemme, dalle armi di Nabucodonosorre re dell'Assiria; ma fu posteriormente trasportato ai 17 sia per commemorare l'altra breccia che in tale giorno fu aperta nelle medesime mura dai Romani, i quali in tale congiuntura si impadronirono della parte bassa della santa città; e sia per commemorare altri quattro luttuosi avvenimenti che si credono successi in tale giorno. Questo avvenimento fu il triste preludio della caduta di Gerusalemme, e dello sfacelo della politica esistenza della nazione di Israele che non tardò a verificarsi, e di cui tratteremo diffusamente nel mese venturo: e il principio per la nostra sventurata nazione di quella lunga serie di mali non ancora chiusa, pur troppo, in certe contrade dopo oltre 18 secoli.
§ 5.—
Fanciulli
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L'onore attribuito alla fecondità e l'obbrobrio di cui erano coperti nell'opinione nazionale il celibato e la sterilità, influivano assai sull'accrescimento della popolazione degli Ebrei. La tradizione poi colle sue speranze e le sue [pg 57] promesse tendeva come le loro instituzioni a produrre questo effetto. La posterità di Abramo doveva essere numerosa come le stelle del cielo e come l'arena del mare; e nella benedizione del padre non mancava mai l'augurio di numerosa prole. «Non sarà in te nè uomo nè donna sterile, dice Mosè al popolo d'Israele, fra le promesse di premii, che fa loro per l'osservanza delle leggi di Dio». Era pertanto naturale che una famiglia numerosa fosse tenuta quale benefizio e benedizione di Dio ed un titolo di gloria in Israele, come la privazione di prole un castigo celeste ed una vergogna. «Oh dammi dei figli, esclama con amarezza la dolente Rachele a suo marito, altrimenti io mi muoio». E quando finalmente Dio esaudì le sue supplicazioni e le concesse il figlio tanto ardentemente desiderato, ella lo chiamò Giuseppe (aggiungerà), pregando Dio che gliene volesse concedere un secondo. «Oh questa volta io debbo ringraziare e lodare Iddio che mi concesse un quarto figliuolo», diceva lietissima la sua sorella Lia. E la povera Anna? Benchè teneramente amata dal marito, noi la troviamo ai piedi dell'altare di Dio supplicandolo a toglierla all'onta della sterilità, e promettendo di consacrare al suo servizio il figlio che sarebbe per concederle. E tanto profonda era l'amarezza del suo cuore, e così assorta essa era nel pregare da rimanere insensibile a quanto la circondava; sicchè il vecchio Elì ingannato la rampognava qualificandola ebbra.
«La moglie tua, dice Davide, sarà qual vite feconda nell'interno di tua casa, i figli tuoi quali rampolli d'olivo intorno alla tua mensa. Così è benedetto l'uomo temente Dio.... E tu vedi i figli dei figli tuoi, pace su Israele».
§ 6—
Circoncisione.
In origine pare che fosse la madre quella che designava il nome del figlio e che glielo si imponesse al momento della nascita. Così si rileva da diversi passi della Genesi. Però in seguito il nome si imponeva ai figli maschi all'atto della circoncisione, e si solennizzava tal giorno con [pg 58] un banchetto e con altri segni di giubilo: costume che si segue ancora oggigiorno ovunque.
Dio comandò ad Abramo di circoncidere ogni fanciullo maschio nel giorno ottavo dopo la sua nascita. Pertanto, la circoncisione, specie di suggello impresso sulla stessa nostra carne, era ed è destinata a distinguere il popolo d'Israele da ogni altra nazione e a ricordargli continuamente il patto conchiuso tra lui e Dio. Ma a questo motivo principale bisogna aggiungerne altri di minor importanza, quali sarebbero la preservazione di alcune malattie spesso mortali nei paesi caldi.
Nulla determina la legge nè sul ministro, nè sullo strumento della circoncisione. Zèfora moglie di Mosè, vedendo in pericolo la vita del marito nel loro viaggio verso l'Egitto per la trascuranza44 di tale precetto, ella stessa circoncide suo figlio con una pietra affilata. Ed è pure con un tale strumento che appena passato il Giordano, Giosuè fece circoncidere tutti i maschi nati nei quarantanni che Israele errò nel deserto e che non vennero circoncisi. Secondo il Talmud è il padre stesso che dovrebbe circoncidere il figlio: ma richiedendosi per tale operazione speciali cognizioni e perizia, per schivare quei pericoli che potrebbero risultarne pel circonciso, essa viene praticata o da chirurghi o da persone che vi si dedicano dopo fatti gli studi necessari.
Fra tutti i popoli antichi il padre poteva trasferire i diritti di primogenitura, che erano immensi, su qualunque dei suoi figli. Mosè tolse ai padri questo diritto che era indubitabilmente fonte di ingiustizie, di discordie, e di delitti; e limitò il diritto del primogenito a una doppia parte nella eredità paterna sui fratelli. Il primogenito era pure l'erede presuntivo del trono paterno, quantunque la [pg 59] legge lasciasse in facoltà del padre di destinare qualunque altro figlio a suo successore.