L'epoca sesta, che corre dalla metà di febbraio alla metà di aprile (mesi 12º e 1º), è la stagione del freddo. La temperatura che nel principio di quest'epoca si mantiene tuttavia freddetta va riscaldandosi a gradi. Nel principio del mese di aprile cadono le ultime pioggie indicate nella Bibbia col nome di malcosc, per le quali si facevano pubbliche preghiere e voti ardenti, essendo esse assai necessarie per la fecondazione dei campi.

§ 2.—L'anno.

Non è probabile che i primi uomini abbiano determinato la durata dell'anno e regolatone il corso secondo il cammino del sole; imperocchè sarebbero loro bisognate cognizioni astronomiche, che solamente più tardi potettero acquistare; epperò è molto più verosimile che essi abbiano preso per norma la state e il maturare dei frutti della terra. Osservando infatti che la state e la maturità dei [pg 9] frutti ritornavano, nei principii, dopo dodici lunazioni circa, composero l'anno di dodici mesi lunari, onde nelle età primitive l'anno ebbe solamente 354 giorni.

Ma come dopo un certo numero d'anni così computati, lo stesso mese aveva finito per ricondurre stagioni opposte, si sentì la necessità di conciliare l'anno lunare col solare. Difatti dalla narrazione della grande catastrofe diluviana si rileva come fosse già stabilito l'anno di dodici mesi a giorni 30 caduno. Mosè prescrisse agli Ebrei l'anno lunare: ma affinchè fosse sempre in armonia col solare, comandò di offerire a Dio nel secondo giorno di Pasqua, vale a dire nel giorno sedicesimo dopo la neomenia del mese di Nissan, un manipolo di spighe mature ( ómer ): così se le messi non erano ancora giunte a maturanza i sacerdoti dovevano aggiungere un mese. Questa cosa dovevano farla quasi ogni tre anni, giacchè gli undici giorni di differenza che passano annualmente tra l'anno lunare e il solare, componevano in tre anni più di un mese intiero. Questo mese aggiunto si chiamava Veadar.

Gli Ebrei avevano un doppio cominciamento d'anno, il sacro d'instituzione mosaica, secondo cui regolavano le feste, i digiuni e tutto quanto si riferiva alla religione; ed il civile, d'instituzione rabbinica, e di cui si valevano per gli affari e le cronache civili. L'anno sacro cominciava in primavera alla neomenia del mese di nissan, l'anno civile cominciava in autunno alla neomenia del mese di tisrì.

§ 3.—Del giorno e del mese.

Sulla durata del giorno furono e sono varie le usanze dei diversi popoli. I Babilonesi contavano i loro giorni da un levare all'altro del sole; gli italiani all'incontro da un cadere ad un altro; gli Ebrei invece da un tramonto ad un altro del sole. Lo spazio d'un giorno intiero, cioè di 24 ore, viene designato nella Bibbia colle parole: sera e mattina oppure meèrev ad èrev (da una sera all'altra).

Un'indicazione affatto naturale divide il giorno in tre parti, vale a dire il mattino, quando il sole nel suo mo [pg 10] movimento apparente, s'alza sopra l'orizzonte; il mezzodì, quando il sole giunto alla maggiore altezza è a metà del suo corso; la sera quando esso tramonta e si cela al nostro sguardo. Sono appunto questi i tre tempi del giorno in cui il fedele Israelita deve volgere il suo pensiero e la sua adorazione a Dio. Però, come fanno ancora tuttodì gli Arabi, gli Ebrei dividevano il giorno in sei parti ineguali, ed erano: 1º sciahhar (ricercare, considerare quanto ne circonda) l'aurora; 2º boker (riconoscimento degli oggetti) mattino; 3º hhom aiom (riscaldamento del giorno) le ore prossime al meriggio; 4º ssahoraïm (le due luci) il tempo medio del giorno, cioè il fine della prima metà e il principio della seconda; 5º ruahh aiom l'ora del vento (che nelle contrade Orientali spira ogni giorno) sul cadere del giorno; 6º érev (confusione) sera. Il tempo che comincia col tramontare del sole e finisce al momento che le tenebre coprono la terra, viene pure detto: ben-aarbaim, e la notte viene designata col nome di laila.

Quantunque non trovisi menzione delle ore, come l'intendiamo noi, nè nei libri santi, nè negli scritti caldaici2 tuttavia è probabile che gli ebrei conoscessero la divisione del giorno in 24 ore; e ciò lo possiamo argomentare dal quadrante d'Ezechia diviso in gradi maalód, e dalla cognizione che avevano gli Egiziani delle clessidre, inventate, dicevano essi, da Mercurio.

Trovasi la parola regan per significare il minuto.