Confusi, sbalorditi, si dividono in due schiere, di cui l'una si ferma ai piedi, l'altra alla cima del colle.

«Eccolo, gridano dall'alto, eccolo, l'avete a voi vicino». [pg 214] Perocchè il sepolcro di Mosè si presentava agli occhi loro presso la schiera disotto.

«È trovato, è trovato, gridava questa invece alla compagna; voi ci siete presso». Perocchè il sepolcro di Mosè si presentava ai loro occhi presso la schiera che era in alto.

E il sepolcro non fu trovato mai.

Il secondo avvenimento di cui dobbiamo parlare è quello che diede origine alla festa di Purim (delle sorti), festa dedicata intieramente all'allegria e al piacere. Ecco in breve il riassunto storico di tale avvenimento.

Noi abbiamo già avuto occasione di parlare del profeta Neemia e della parte importantissima da lui avuta nella rifabbricazione del secondo tempio, come ebbimo pure a parlare di Alessandro Magno, delle sue vittorie in Asia, della sua entrata in Gerusalemme e delle sue larghezze usate verso gli Ebrei sia per esser stato colpito di rispettosa venerazione al cospetto del loro Pontefice che si portò ad incontrarlo, e sia per compensarli della loro fedeltà. Or bene tra la morte del primo alle conquiste del secondo passò un periodo di circa un secolo; nel corso del quale probabilmente non avvenne nulla di notevole agli ebrei; perchè tanto in Flavio quanto nei libri santi esiste un'ampia lacuna, se si esclude la così detta meghilà (storia) di Ester.

Chi fosse l'Assuero ( Ahhassveross nome indubbiamente persiano) di cui si parla in questo libro è disputa fra gli eruditi. Nella Scrittura troviamo dato questo nome ad un re che è sicuramente Cambise, ad un altro che debb'essere Astiage ed all'Assuero di Ester che non può essere nè l'uno nè l'altro di quei due re. Giuseppe crede che fosse Artaserse Longimano, altri, e sono i più, credono riscontrare molte somiglianze fra il carattere di Assuero e quello di Xerse celebre per l'infelice esito della sua spedizione nella Grecia, altri ritengono che fosse un re dei Medii, ed altri ancora, fra cui il celebre I. S. Reggio, ritengono che fosse Dario Istaspe.

Chiunque fosse questo Assuero sappiamo che aveva il dominio su uno esteso impero di centoventisette provincie, [pg 215] cioè da Oddu (l'India) sino a Cuss (l'Etiopia). Nel terzo anno del suo regno diede ai grandi della sua corte una serie di festini per cento ottanta giorni consecutivi, chiusa da sette altri giorni di festini continui dati a tutti gli abitanti della Capitale (Susa).

Or avvenne che nel giorno settimo in cui il re aveva bevuto oltre il convenevole, volendo presentare all'ammirazione dei suoi cortigiani la regina Vasti, dotata, secondo lui, di maravigliosa bellezza, mandò ad invitarla al festino.

Non si sa per qual motivo, ma probabilmente per un naturale e lodevole sentimento di pudore, la regina rifiutò d'intervenirvi. Il re oltremodo adirato, chiese ai sette suoi principali ministri che lo circondavano quale pena era dovuta alla regina per la sua disobbedienza, e dietro la proposta di un certo Memuhhan, Vasti fu tolta da regina (uccisa o relegata nell'Arem).