Agl. Di che?...
Mèn. e Fàn. Lei!...
Fàn. Buon dì, Aglae.
Mèn. (imbarazzato, cercando darsi aria disinvolta) Oh, la nostra Aglae!... (a Fània sottovoce) (Zitto ora!)
Agl. La nostra Aglae, a quanto sembra, vi dava materia a discorrere. Cercavate la pesta del lupo...[168] ed è presente.
Mèn. (scherzoso, cercando sviare il discorso) Eh, se tutti i lupi fossero come te, Atene non li perseguiterebbe tanto...[169].
Agl. (fra sè) (Voltan discorso! Soverchiar Aglae! la vedremo!) Sei gentile, Mènecle, stamattina...
Mèn. Eh, ti pare? Sicchè...
Agl. (a Fània) Sicchè di che cosa avevi a parlarmi?...
Fàn. (imbarazzato, mentre Mènecle gli fa gesto di tacere. Aglae finge di non accorgersene) Oh, cose da nulla...