Agl. Io ho preso le tue parti...

Mèn. (interrompendo, brusco) Hai fatto male.

Agl. Sarà. — ... e non ho voluto dirti nulla di sgradevole in presenza di mio fratello: ma tu sai che egli ha ragione... (accentando anche più) lo sai.

Mèn. (a sè) (Oh, ci mettiam bene!) Se lo dici, lo saprò...

Agl. (battendo sulle parole) Non saprò: lo sai. Tu fai peggio che trascurarmi...

Mèn. Eh?...

Agl. Tu fai peggio che lasciarmi sola: e il tuo tempo non lo dai tutto alla città.

Mèn. (O sta a sentire!) A chi?

Agl. Ieri fosti con Lisia, l'oratore, e con Neèra, la di lui amica, in casa di Filostrato Colonèo...[177].

Mèn. (È matta!... O sta a vedere, che per distrarsi, la si provasse a far la gelosa!... (fa un gesto vivo, come balenatagli improvvisamente un'idea) Buono!...) (ad Aglae con voce ferma) E che male ci sarebbe!... Può darsi! Si aveva a parlare io e Lisia di affari di Stato...