El. Grazie! La tua parola nell'assemblea deciderà. Oh sì, dopo il voto dell'integro, del virtuoso Mènecle, vedrai che la maggioranza verrà dietro... e tutta Atene farà quel che fai tu...
Mèn. Eh? (con movimento vivissimo, fra comico e irritato) (Non bastava lei! anche quest'altro!... Anche tutta Atene vuol fare quel che faccio io! È un contagio!) Ma dunque...
El. Dunque l'ora scorre e gli amici tebani m'aspettano. Corro a portar loro le parole tue.
Mèn. E non passi a salutare Aglae?...
El. (si fa in volto serio e scuro) No... sono atteso... è tardi...
Mèn. È tanto di cattivo umore stamattina, che...
El. Ragione di più per lasciarla tranquilla. Falle tu i miei saluti. (tra serio e mesto) Passando per la tua bocca, le giungeran meno discari...
Mèn. (Bravo! Se tu sapessi!...) Basta: come vuoi. Siamo intesi. Salutami Pelopida.
El. Addio (esce).