Mèn. (c. s.) Io cedo a chi la vuole la mia Aglae...

Cròb. Benissimo!... Per la compagnia che le fai...

Mèn. (frenandosi, e proseguendo l'ironia suggestiva) Per Mìrtala mi presento io...

Cròb. Benissimo! E io faccio come fai tu.

(Gesto vivissimo di collera in Mènecle).

Mèn. (Anche lui!) (piantandosi in faccia a Cròbilo, — e fattosi d'improvviso scuro in volto e minaccioso) Ma... e se io... non dividessi le teorie di Prassàgora? E se a noi che abbiamo governato le isole, non piacessero queste teorie di governo?

Cròb. (lo guarda tra attonito e spaventato) Eh? (Che diamine gli è saltato in mente?...)

Mèn. (rifacendosi calmo d'un tratto) Vieni qua.

(Lo conduce a uno scrittoio, tira fuori alcune carte, e le scorre leggendole, con accento pacato e bonario, mentre Cròbilo lo guarda trasecolato, senza comprendere).

Cròb. Che cosa sono?