Canc. (legge). «La donna è dal padre o dal fratel consanguineo o dall'avo paterno data legittimamente in isposa a chi essi credono. L'orfana erede è in balìa di chi n'ha il diritto o n'ebbe podestà dal tutore».[67]

Eudem. Ora la terza di Solone sull'orfane.

Cancel. (legge). «L'orfana potrà reclamare che il parente più vicino la sposi. Questi dovrà condur l'orfana in moglie o collocarla, dandole cinquecento dramme di dote. Se nol fa, l'Arconte potrà obbligarvelo sotto multa di mille dramme, sacre a Giunone».[68]

Eudem. Continua l'altra.

Cancel. (legge). «Anche se la donna fosse già maritata, e le muoia il padre e non le restin fratelli, il prossimo parente la chiederà in moglie, e il precedente matrimonio sarà sciolto».[69]

Eudem. Queste, o giudici, le leggi nuziali, conservatrici delle stirpi. Passa a quelle dei divorzî.

Cancel. (legge). «Il divorzio ha luogo o per mutuo consenso de' coniugi, o promosso dal marito o dalla moglie: se dal marito, è ripudio: se dalla moglie, è abbandono.

«Se il divorzio accade per consenso mutuo o volontà del marito, non esige intervento del giudice. Se è chiesto dalla moglie per incuria o maltrattamenti del marito, la moglie presenta in persona la richiesta scritta all'Arconte».[70]

Eudem. Basta così. Queste savie leggi, o Ateniesi, a noi ha dato Solone: voi direte se ad esse scrupolosamente conforme il tema della commedia e la condotta di Mènecle non sia. Ben vero costui s'alza e vi dice: A Mènecle, ne' panni suoi, per fargli onore, miglior partito era scendere, volontaria ombra, fra i morti. E tu che lo affermi, l'avresti fatto? Tu che adduci la legge, perchè non l'adduci intera?[71] Perchè sapevi che, nel caso di Mènecle, il Senato di andar fra l'ombre anzi il tempo non gli avrebbe data licenza. Leggila tutta... Occhio all'acqua!...

Cancel. «Chiunque a cui siasi fatta grave la vita, lo annunzi al Senato, esponendone le cagioni: privazione di figli, perdita di sostanze, corpo mutilato, o morbo incurabile...