[23]. Si affiggevano in publico, tempo innanzi il dibattimento perchè ognuno interessato potesse prenderne notizia: «affinchè ognuno leggesse sotto le statue degli eroi: Eutemone Lusiese diè querela di posto abbandonato a Demostene Peaniese». Demost., C. Midia. Quest'affissione era prescritta anche per le leggi che i cittadini proponevano, avanti sottoporle al Senato e all'assemblea: «Se bisogneran nuove leggi, i Tesmoteti le scrivano nelle tavole e le espongano innanzi alle statue degli eroi, all'esamina di ognuno». Andoc., Misteri.
[24]. Questo giuramento (ἀντομωσία) era dato dalle due parti innanzi al Tesmoteta nell'istruttoria del processo precorrente il dibattimento, l'accusatore giurando della verità dell'accusa, l'accusato della propria innocenza. Cfr. Plat., Apol. Meier, Att. Pr., 624.
[25]. αίγα, κάθιξε. σὺ δ’ἀναβὰς κατηγόρει. Aristof., Vespe, 905. Era prescritto per legge che ciascuna delle due parti perorasse da sè la propria causa (Quint., Inst., II): gl'incapaci a difendersi da sè, si faceano scrivere da altri o da parenti o da avvocati di grido che ne facean professione (logògrafi) le arringhe che poi per proprio conto recitavano. Cfr. Vite X Or. Demost., C. Leocar. Tutt'al più, a volte concedevasi che la parte limitasse il suo discorso a un semplice esordio, dopo il quale cedeva la parola a un amico od orator di mestiere che parlasse per lui (sinègoro). Così nella orazion contro Neera Teomnesto accusatore, dopo un breve proemio, cede la parola al proprio parente Apollodoro. Gli oratori parlavano dalla ringhiera, in piedi e postasi in capo la corona; quando non era il loro turno di parola, sedevano; e finito di parlare, deponevano la corona. Aristof., Eccles., v. 163. Cfr. Meier, Att. Pr., 707.
[26]. «Prima di parlare mettiti in capo questa corona. Fate silenzio, state attenti. Ecco, già si spurga il naso, come usano gli oratori, (χρέμπτεται γὰρ ἤδη, ὃπερ ποιοῦσ’. οἱ ῥήτορες) È probabile che farà un lungo discorso». Aristof., Tesmof., 381, 382. Ecclesiaz., v. 131.
[27]. Cfr. Barthel., Anac., cap. 18. A dar meglio idea dell'attenzione dei giudici nel corso del dibattimento, Aristofane ti mette in iscena per ischerzo anche il vecchio eliasta che durante le arringhe delle parti sta mangiando la minestra (Vespe, v. 906).
[28]. Σίγα, σιώπα, πρόσεχε τὸν νοῦν. Aristof., Tesmof., 381.
[29]. Colla clessidra (che noi chiameremmo orologio ad acqua, benchè non fosse precisamente la stessa cosa, cfr. Meier, Att. Pr., 715) misuravasi, com'è noto, il tempo concesso alle arringhe delle parti nei processi d'importanza. Nei processi inconcludenti e in alcuni di data specie, come la querela di maltrattamento, non s'usava clessidra (cfr. Harpocr.) e la misura del tempo lasciavasi probabilmente al discreto giudizio del presidente. Questi eran detti processi senz'acqua. Secondo la maggiore o minor gravità della causa variava la quantità e misura dell'acqua accordata; tante anfore per la tal causa, tante anfore per la tal'altra. Così per es. nella querela di falsa ambasceria (παραπρεσβείας γ.) eran concesse a ciascuna parte undici anfore (Eschin., Falsa amb.); nelle cause di eredità concedeasi a ogni parte un anforeo, e nelle repliche la metà, ossia tre coe (Demost., C. Macart.) L'acqua veniva fatta misurar dall'arconte all'udienza, come vedi nell'orazione contro Macartato. Nella misura dell'acqua non era compreso il tempo impiegato alla lettura degli atti, leggi, decreti o testimonianze: perciò l'oratore, quando stava per far dare lettura di documenti, o chiamar testi, ordinava al custode della clessidra di fermar l'acqua. (πίλαβε τὸ ὕδωρ, cfr. Demost., C. Stef., 1103; C. Eubul., 1305, ecc. Iseo, Ered. Menec., 221, ecc.)
[30]. «Procura di arringare in bel modo, appoggiandoti con decoro sul bastone». Aristof., Ecclesiaz., v. 150.
[31]. «Se alcuno vuol contraddirmi, venga qua, gli cedo l'acqua». Demost., Falsa legaz. «Quelli che mi affermano menzognero, vengano qua, si servano dell'acqua mia (parlino nella mia acqua, ἐπὶ τοῦ ἐμοῦ ὕδατος) per isbugiardarmi testimoniando». Demost., C. Eubul. «Indichi Eschine le sue proposte in pro della patria; se ci sono, le palesi e io gli cedo l'acqua». Demost., Corona. Cfr. Andoc., Mist.
Per esempio opposto, in altre arringhe demosteniche l'oratore lamentasi spesso che a dir tutto non gli basti l'acqua. «A voler isbugiardare i testimoni l'acqua non mi basterebbe». Demost. C. Stef.; I. C. Neera; C. Macart., ecc.