Mèn. Non so.[83]
Agl. E avrai a far molto oggi?
Mèn. Non saprei.
Agl. Eccomi ben informata!... (sollevando il capo dal lavoro) Mi puoi favorire quel libro lassù...
Mèn. (prende un rotolo nel luogo indicatole da Aglae e legge il titolo esterno) Amori di Piramo e Tisbe... (fra sè) (Non sono i nostri...)
Agl. No... l'altro...
Mèn. (c. s. leggendo il titolo esterne) Le Trachìnie... e la Medea.
Agl. Quello.
Mèn. Vuoi rileggere come Dejanira si disperò dell'abbandono di Ercole, e Medea del divorzio di Giasone?... Erano due stupide... (nell'avviarsi verso Aglae col libro in mano, legge macchinalmente quel che gli vien sott'occhio):
«Arse Achelòo per me: come potea