El. E non c'è neppure, tra le rose e l'edera, un corimbo di narcisi... neppur uno dei fiori cari alle due dee sotterranee...[106] Ci starebbero così bene!...

Agl. Grazie della novità. Ma roba comperata non so che farne, e nel giardino, giù, non ne abbiamo. Magari! mio padre li amava tanto...

El. Quei bei narcisi... là... della rupe di Colòno, dove tanti ce n'era...

Agl. E dove c'era, per coglierli, da scavezzarsi il collo. Sicuro che a Colòno ce ne sono!... Anche in Macedonia, anche in Tracia, anche in Persia ce ne saranno!... Però, se è vero che i morti ci leggono nel cuore... (nel volger lentamente l'occhio dal lavoro, verso Elèo, a prima giunta non lo vede più). Elèo!... (Elèo che alle parole di Aglae si è improvvisamente mosso per correr via di soppiatto, trovasi già sulla porta. Aglae si alza vivissimamente) Ah!...

El. (scena muta fra Aglae ed Elèo. Elèo ad Aglae mostrandole la ghirlanda, con voce commossa) Neppure uno... di quelli là... Non sarebbe bello... non sarebbe bello!... (s'avvia ad uscire, poi tornando sui suoi passi vivamente, prende per una mano Aglae, e guardandola affettuoso, le soggiunge con voce lenta, rotta dall'emozione) Se è vero che i morti ci leggono nel cuore... essi lo sanno... che non è un delitto... la memoria! (fugge via).

(Aglae è rimasta un minuto presso la soglia, pensierosa, tristissima; poi s'abbandona su di uno scanno, e cela il volto nelle mani).

SCENA IV.

Aglae e Crìside.

Crìs. (entra vivissima e gaia, e corre ad abbracciare Aglae) Buon dì, cara Aglae!

Agl. (andandole incontro e baciandola) O mia buona Crìside!...