Crìs. Già, la legge!... È bello osservar la legge, per iscaldarsi le mani fredde al sole di sedici primavere!...

Fan. No, no, Crìside, ha ragione Aglae. Sono io forse, che il mio ufficio di fratello, nel dar l'assenso, non l'ho compiuto...[114]

Crìs. (a Fan.) Già... lo sapevo... brutto egoista!... Per te però ci hai ben pensato.

Fan. Oh Crìside, ti giuro...

Crìs. (dandogli sulla voce) Zitto là! ne discorreremo. (ad Aglae, con voce affettuosa) Ma dimmi un po'... almeno Mènecle...

Agl. Oh... Mènecle... non ho niente a ridire. Fa quello che è in lui...

Crìs. Quello ch'è in lui!... Non è molto!...

Agl. Ci vediamo del resto, da qualche tempo in qua, così poco... Adesso poi, tra gli affari della Eliea e quei di Tebe, ancora meno...

Crìs. Per cui... sempre sola?...

Agl. Sola.