Cròb. (a parte) (Poveretta! si capisce!...) sei costernata, disperata del tradimento...
Agl. Oh, questo poi...
Cròb. È un'ipotesi... (tra sè) (sbagliata a quel che pare...)
Cròb. Ma vai a teatro e vedi Medea tradita da Giasone ancor più indegnamente di te... e contemplando la di lei sventura, eccoti confortata della tua. Ebbene anch'io... io... come mi vedi... sono un marito disgraziato... e tutti i giorni mando alle stelle dei sospironi grevi, che Giove, se non fosse sordo, sarebbe obbligato a sentirli: ma vado alla tragedia, e sento Agamènnone, dentro le quinte, che strilla ahi! ahi![128] perchè sua moglie nel bagno gli sta facendo la festa... allora mando un sospiro più leggiero, e dico: pazienza!... fino a qui mia moglie non è venuta ancora... e speriamo non ci venga...
SCENA VII.
Detti e Mènecle con Mìrtala.
Mèn. (entrando ha raccolto e frainteso le ultime parole di Cròbilo) Oh altro se ci viene...
Cròb. (dà un balzo, spaventato) Eh!...
Mèn. È già qui. L'ho incontrata sulla porta...
Cròb. (sospirando) Ah!... Che maniera di spaventar la gente!