Beoto. ... brevissimo... e mite: e regalo all'accusato tutta l'acqua che m'avanza...[31]

Eudem. Non so che farne...

Beoto. ... perchè la evidenza dei fatti val meglio di ogni arringa eloquentissima. Nè alcuno di voi creda, per l'olimpico Giove, che privata invidia o rancore m'abbiano mosso all'accusa:[32] chè l'animo nel muoverla mi piange...

3º El. Poveretto!...

Beoto. ... e pagherei volentieri, perchè i fatti non fossero, la multa dell'accusator soccombente.[33]

2º El. Eh, che generoso!...

Beoto (con accento e gesto di declamatore). Ma in vedere costui farsi giuoco dei patrii magistrati, e sommuovere con funeste massime la città,[34] chiamando complici della iniqua opera le Muse, santo e puro zelo d'indignazione mi prese per la offesa fatta a quelle dee: le quali invoco e gli altri numi ed eroi tutelari di questo suolo, perchè vendichino sè stessi, e voi, e le leggi, e i patrii templi, e i boschi, e i domestici sagrifici...[35]

2º El. (interrompendolo). Tira il fiato!...

Beoto. Che se, per far breve, a poche leggi sole nella accusa mi restrinsi, ben potrei portar qui tutto intero l'archivio di quante leggi e sentenze si conservano nel tempio della gran madre degli dei,[36] perchè questo impudentissimo tutte in una le calpestò. E tu, che tanto osasti, sei ancora vivo? sei qui?

Tesmot. Neh, oratore, se è qui, mi par inutile domandarglielo. Bada all'acqua...