Ah! che pazza! m'ha fatto paura!... è il bimbo di qualche vicino! È venuto di lì e la casa invece è da questa parte.
PEPPINO.
(tirandola per la veste)
Ma tirati in là. Ci hai sotto la mia arancia...
LEA.
(non rassicurata dalle proprie parole, si lascia macchinalmente tirar in là dal piccino che la tira per l'abito, seguitando a fissarlo con espressione di sgomento — poi in un nuovo sforzo di rassicurare se stessa e discacciare l'idea balenatagli, gli butta febbrilmente le braccia al collo)
Ma sì, piccino mio!... angiolo mio!... come sei bello!... come sei bello!...
PEPPINO.
(si lascia accarezzare e mangia uno spicchio di un'arancia)
Non mi voleva lasciar mangiare le arancie quel brutto cattivo... (a Lea) Te... ne vuoi?... (le offre uno spicchio)