(con voce triste ed amara)

Non vi basta la vittoria? Anche gli istanti mi vorreste contare? Oggi sono ancora io la legge, il diritto. Domani comanderete voi.

(Riccardo è balzato in piedi guardando Ida: questa, fissandolo, gli mostra il piccino che le si è avviticchiato alle vesti, e non cessando di additarglielo esce lenta con lui: sulla soglia abbraccia il piccino in uno scoppio di pianto)


SCENA VI.

RICCARDO e LEA.

(rimasti soli, Riccardo al lato opposto, violentemente commosso, cupo, gli occhi a terra senza guardar Lea, questa dapprima dirigesi lentamente al balcone, vi s'affaccia, guarda fuori, poi torna verso Riccardo)

LEA.

(con accento calmo a Riccardo che muto immobile, le braccia conserte tien gli occhi a terra)

Avete udito vostra moglie?... Voi che ne dite?... (Riccardo non risponde) Nulla? Bene, dirò io. Io avevo torto. Ed è vostro figlio che ha ragione. L'ho sentito nel suo pianto. È a me che tocca di scomparire. Scomparirò... perchè dell'oblìo vostro non pesi sopra quell'angiolo il castigo.