RICCARDO.

(rimettendo a posto la tela)

Hai rovinato le orecchie al ciuco! Povero ciuco!

LEA.

Bene. Le orecchie ce le aggiusterai. Tanto, per ciuco, le eran corte. Gliene farai un bel paio più lunghe. E alla Madonna, se vuoi che mi somigli, i capelli ce li hai a far più biondi... (Riccardo dà due o tre ritocchi di pennello alla tela: Lea gli toglie il pennello di mano) Ma lascia lì adesso... a lavorare ci hai tempo...

RICCARDO.

Tempo... quando?

LEA.

Quando sarem poveretti...

RICCARDO.