Ciò che non muore, e ciò che può morire

Non è se non splendor di quell'idea

Che partorisce amando il nostro Sire.

Chè quella viva luce che sì mea

Dal suo lucente, che non si disuna

Da lui, nè dall'Amor che in lor s'intrea,

Per sua bontate il suo raggiare aduna,

Quasi specchiato, in nove sussistenze,

Eternamente rimanendosi una.

Quindi discende all'ultime potenze,