Illmo Signor mio..........
Hieri che furono XII. del dicto celebrate fuerunt publice le spondalizie in palatio cum maxima pompa et apparatu vocatis oib. matronis romanis, ac etiam principalioribus civibus, et multis cardinalibus numero decem interfuerunt et pont. in solio majestatis sedens, in medio dictor. Card. palatio et domib. undique plenis gentibus pro admiratione tante rei, il prefato signor di Pesaro, con le debite solemnitade desponsò la dona, et statim il vescovo di Concordia hebe una degnissima oratione. Non li interveneno per altro oratori, se non el Venetiano, Milanese et io, et in fino uno de quelli del Re di Francia.........
Parse al revmo Ascanio ch'io dovessi fare il donativo fra le sponsalitie et sopra di cio ne feci parlare al Papa: li rispuose chel non me pareva et che quanto minore demonstratione se ne faceva era meglio, non dispiacche a soa santa et così al dicto Ascanio: pur dopoi fra loro et alcuni cardinali idest quelli se li trovavano vuolsino meglio consultare la cosa, tandem omnes convenerunt in sent. meam, et così il P. dopoi me chiamo, et dissemi: ne pare chel se faccia come tu hai dicto et così fu ordinato, che al tardo io fosse col donativo in palazzo dove S. B.ne fece una domestica cena al sposo et sposa dove li intraveneno li Rmi Ascanio, S. Anastasia et Colonna, poi la sposa, successive il sposo, drieto il Conte di Pitigliano Capitaneo della Chiexia, il S. Julio Ursino, demum Madona Julia de Farnese, de qua est tantus sermo, madona Theodorina com la figliola marchesana de Gerazo, nomine una figliola del dicto Capitaneo dona del signore Angelo Farnese, fratello de dicta Madona Julia, seguendo poi uno giovanetto fratello del dicto Cardle de la Colonna et Ma Adriana Ursina, la quale è socera de la dicta madona Julia, che ha sempre governata essa sposa in casa propria per essere in loco de nepote del Pontefice, la fu figliola de messer Piedro de Milla, noto a V. Ema Sigria, cosino carnale del Papa. Depositis mensis, che fu circa le 3 et quattro hore de nocte per parte dell'Illmo Duca di Milano fu facto il donativo suo a la sposa et fu de cinche peze de varii brocati d'oro, con doe annelle: videl. uno diamante et uno rubino in tutto de extima de 1000 ducati segondo fu apparenter judicato: poi io feci quello di V. Illma Sigria con le accomodate parolle de congratulatione et letitia del parentado, et oblatione amplissima: molto piache al papa il dono, el quale ultra tutti gli altri fu laudato et comendato, et meritamente per esser sei vasi molti honorati et richi: videl. doi bacilli con doi bochali grandissimi tutti dorati a la ragusea, et doi fiaschi segondo Lei ben sa. Oltre la sposa et sposo il Papa ne riferisse infinite grazie a V. Ema Sigria: la non potria credere quanto le sia stato grato, poi Ascanio fece il suo, che fu un apparecchio de credenza, cioè XII. tace tante scatelle tanti quadri, un bacilo de bona grandezza con suo bochale, quatro piati pur de grandezza: una confectera dorata piana a la romanesca; se dice uno mapo, e doe cope da bevere piane dorate: il resto senz'oro et lavoro subtile tutti politi; se crede de valuta de ducati mille o circa. Il Card. di Monreale doe annelle vid. uno zaphiro et uno diamante molto degne de pretio de 3000 circa: il protonotaro Cesarino uno bacile con suo bochale polito poteva esser di valuta de 800 Ducati, il Duca di Candia uno vaso in forma de frescatorio de valuta de circa 70 Duc. Il protonotario da Lunate uno vaso de certe composizione in forma de diaspro ornato dintorno de argento dorato, poteva valere da 60 a 70 duc. Altri doni non furono facti; a le noce se supplirà per li altri cioè Cardinali, oratori et altri et io me ne sforcero fare il simile, credesse se farano Domenica proxima, non se sa il certo. Dapoi se attese a dansare per le done, et intermedio se fece una degna commedia, con molti canti et soni sempre assistente il papa e tutti noi altri, quid in pluribus moror? Saria un lungo scrivere. Totam noctem consumpsimus; judicet modo Exma Dominatio vestra si bene o male....
Humiliter me racomando. Rome 13. Junii 1493.
Emo D. V. humilis
Servus Jo. andr. ep. mutinensis.
(Archivio di Stato in Modena.)
Documento N. XI. Lorenzo Pucci al fratello Giannozzo.
Roma, 23, 24 dicembre 1493.
.... Domenica, fra Viterbo e Fabrica mi chiamò (sc. il Carle Farnese) e disse: Meser Lorenzo, io vego questo parentado del Magco il Sigre di Faenza fatto, e quando noi avessimo potuto darli questa figliuola di Mad.nna Julia con una gran dota chredete voi ch'el si potessi fare, maxime quando Madnna Adriana, con nostro Sigre facessi questa cosa?....