Erano trascorsi mille e più anni da Tacito e da Giovenale allorchè Tommaso nacque nel 1224, non propriamente in Aquino, ma lassù nel pittoresco castello di Rocca Secca, edificato dall'abate Manso di Montecassino, sul monte Asprano, verso la fine del decimo secolo. Esso appartenne poi ai conti longobardi di Aquino, dell'antica famiglia di Landolfo. Il padre di Tommaso era il conte Landolfo, sua madre Teodora Caracciolo e suo zio Landolfo era abate di Montecassino. Quando il fanciullo ebbe cinque anni, i suoi genitori lo condussero nel monastero di S. Benedetto, con la speranza che un giorno ne diventasse abate. Fu sempre costume dei Benedettini quello di accogliere fra i monaci ragazzi di tenera età e quest'usanza vi è ancora. Don Luigi Tosti, oggi rinomato storico d'Italia, don Sebastiano Calefati, l'erudito bibliotecario, tutti e due uomini illustri, i cui nomi saranno sempre ricordati con piacere da molti studiosi tedeschi, entrarono nel monastero di Montecassino in età di otto anni. Tommaso rimase nel monastero sette anni, quindi si recò a Napoli, dove attese per altrettanti anni allo studio della teologia; vestì l'abito dei domenicani e andò a studiare a Parigi e poi a Colonia, per sentirvi il celebre Alberto Magno; fu professore a Napoli e morì il 7 marzo 1274 nel convento dei cistercensi di Fossanova, presso Piperno, a poche ore di distanza dalla sua patria. Fu uno degli uomini più illustri del medio evo, il primo che propriamente introdusse la filosofia nella teologia, o meglio che innalzò quest'ultima alla dignità di sistema filosofico. Quando oggi si ode il nome di scolastica, si pensa e non a torto, ad un labirinto di meschinità, di sottigliezze, di distinzioni, in cui stette per il corso di molti secoli imprigionato l'ingegno umano. Chi può oggi ancora immergersi nella Somma di Tommaso d'Aquino, arrischiarsi in quella cupa foresta di spiriti, nel cui fitto sta il Minotauro del pensiero aristotelico cristiano? Noi consideriamo attualmente quella grandiosa filosofia gotica come un'anticaglia; tutte le sue sottili distinzioni, tutte le sue ricerche morali e speculative, tutti i suoi problemi privi di ogni utilità per gli scopi della vita, non offrono più alcun interesse a una generazione che tende a scopi pratici e materiali, e che vuol essere più libera e semplice nel suo pensiero. Ma non dobbiamo però dimenticare che anche quei sistemi sono di base alla scienza del pensiero e bisogna confessare inoltre che l'uomo del secolo xix di fronte ai più alti problemi che si può proporre lo spirito, si trova appunto così perplesso, come uno scolastico del medio evo, o come il primo uomo del paradiso terrestre.

Partimmo da Aquino, contenti di aver veduto questo paese, tornammo sulla strada di Capua e in un'oretta arrivammo ai piedi del monte Cairo; girammo il monte, avendo innanzi agli occhi l'anfiteatro romano di S. Germano, città di gaio aspetto, sormontata dal celebre castello di Janula e finalmente là in alto Montecassino che ci aspetta. Ma è ormai tempo di finire, essendo già troppe queste pagine. Se ci volgiamo a considerare tutto quanto si mostra al viandante in un così breve tratto di strada, non possiamo a meno di meravigliarci per la ricchezza di queste contrade. Nessun'altra nel mondo è così penetrata e animata dallo spirito. La natura e la storia hanno versato la loro cornucopia sull'Italia ed ogni epoca storica vi ha lasciato la sua impronta.

L'Italia è la madre della civiltà in occidente e la Pandora della sua cultura sia nel senso buono che nel senso cattivo della parola. Se essa ora risorge e chiede il suo posto di nazione indipendente, fra tutti quei popoli che dopo aver da lei ricevuta la propria civiltà, la sfruttarono, la saccheggiarono, la signoreggiarono, lo fa in nome di un suo incontrastabile diritto. Sì, questa è una nobile terra, degna dell'amore del genere umano! Ed anche in mezzo al caos sconfinato dell'età presente, in questa nauseante mescolanza di errori e di verità, anche oggi noi Tedeschi non possiamo, nè mai lo potremo, far tacere la voce del nostro ardente voto per la liberazione di questa terra.


IL CASTELLO DEGLI ORSINI
A BRACCIANO
(1870)


Il Castello degli Orsini in Bracciano.
(1870).