Si può assistere al teatro Emiliani anche alla Medea in dialetto romanesco, od a Didone abbandonata, in cui Enea, come fondatore favoloso di Roma, lusinga il popolo coi ricordi eroici. Di ciò basti, ma perchè il lettore possa farsi un'idea del dialetto trasteverino, do qui il principio del cartellone del teatro:
TEATRO EMILIANI
in Piazza Navona
INVITO STRASORDINARIO
Per la sera der giorno de Giuvedine 27 Gennaro der mille ottocento cinquantatrene. A Benefiziamento della prima donna Pantomimica assoluta Marietta Descarsi. Si rappresenterà come dice il cartellone, Purcinella Impicciato in tra' una Mucchia de sorci dopo na nova pantomimica tutta de spettacolo, fadica d'un regazzino granne de 5 anni e questa se chiama Er Naufragiamento de Tom-Pusse.
Nella Camerata lunga si darà la stessa sera di nuovo il primo dramma, poi un «Balletto in punta e tacco» quindi il Capo d'Opera der Sor Pietro Metastasio «Didone abbandonata», infine la Pantomimica e balletto. Perciò, conchiude il cartellone, venite e ridete e fate ridere anche l'attrice, di cui è oggi la beneficiata, ed essa vi darà per rincompensa «tutto quello che tié chiuso nder petto».
Dante nel suo libro «De vulgari eloquentia» chiama il dialetto romano il più brutto dei dialetti d'Italia.[53]
I due teatri di burattini di piazza Montanara e di S. Apollinare sono col teatro Emiliani le scene veramente popolari di Roma, che hanno carattere locale. Conviene aggiungervi nell'inverno il grande teatro Alibert[54] per l'opera, ed in principio della bella stagione il teatro popolare che occupa gli avanzi del mausoleo di Augusto.[55] Gli altri teatri non hanno carattere locale; soltanto quello Capranica, che sta nella piazza di fianco al collegio dello stesso nome, può essere considerato come teatro di transizione fra quelli popolari ed i teatri seri. Vi si recitano tragedie, commedie, drammi, azioni spettacolose, opere, pantomime e balli di ogni genere. Le parti giocose vi sono sostenute dallo Stenterello, specie di buffone toscano senza maschera caratteristica, che quantunque giocoso sostiene qualche volta pure parti di una tal quale serietà. Egli può dirsi il Pulcinella di tutta l'Italia superiore e centrale, e lo si vede anche ogni tanto al teatro Emiliani a fianco di Pulcinella stesso. Per un teatro popolare toscano un buon Stenterello è indispensabile, quanto un buon tenore od una buona prima donna per un teatro d'opera. I cartelloni teatrali non mancano mai di aggiungere, ai titoli delle produzioni rappresentate, le parole con Stenterello come si aggiungono a quelli dei teatri di burattini le parole con Pulcinella.
Oltre il teatro Capranica, vi sono in Roma i teatri Torre Argentina, Valle, e Tordinona detto anche Apollo; quest'ultimo è dedicato particolarmente all'opera in musica; nell'ultimo inverno vi si dava il Trovatore, opera nuova del Verdi. Il teatro Valle è il più grande fra quelli in cui si recitano tragedie e commedie; da Pasqua vi recita ed entusiasma il pubblico che preferisce la tragedia, una buona compagnia torinese, di cui è principale ornamento la distinta signora Ristori. Vi si recitano spesso, come in Germania, traduzioni dal francese, qualche volta anche drammi di Kotzbue e raramente produzioni di Goldoni, di Silvio Pellico, e più raramente ancora dell'Alfieri, troppo inviso alla censura papalina. Tutti questi teatri non rientrano nella sfera di questi cenni sui costumi e sulle cose di Roma.[56]
Ma è ormai tempo di calare il sipario e di riporre tutti questi fantocci entro le loro scatole. «Nella commedia, come in questo mondo, dice Don Chisciotte, recitano imperatori, papi e cento altri personaggi; ma quando si arriva alla fine, quando scompare la vita, giunge la morte che spoglia tutti degli abiti e dei costumi dai quali si riconoscevano e si differenziavano; nella fossa tutti sono uguali».