A questo punto un gran mutamento si opera nella storia d'Europa, che il tempo renderà più visibile e che a noi, attualmente, sembra consistere principalmente nella caduta irreparabile dell'idea imperiale e della Chiesa imperiale. Mentre Napoleone abbandonava il Papa al suo destino, mentre l'Italia si metteva nettamente in contrasto col papato, essendo divenuta nazione libera, completamente indipendente da Roma, fu dato il colpo di grazia a quell'antico principio romano, che, non poteva più sussistere quando la Chiesa aveva perduta la sua sovranità. La debolezza del papato, inoltre, significa la debolezza del principio di legittimità e di autorità. L'antica lotta dei due principii dell'Occidente, dello spirito latino e dello spirito germanico, è stata finalmente decisa, almeno così sembra, coll'unità d'Italia a spese della Chiesa, e colla grande battaglia di Sadowa a spese degli Asburgo e della potenza francese. Lo spirito tedesco della riforma ha ottenuto sui campi della Boemia una nuova vittoria, che sarà feconda di conseguenze, sul mondo medioevale, e verosimilmente renderà alla Germania la perduta potenza. L'Impero si rinnoverà colla Casa degli Hohenzollern che ascende invincibilmente verso di esso, ma non sarà più una potenza cesarea di conquista, all'uso antico, ma un'alleanza nazionale, la quale, posta nel cuore d'Europa, starà a vegliare e salvaguardare la pace, la libertà, la civiltà dall'Occidente. In questo nuovo Stato tedesco la Chiesa sarà quantità trascurabile, perchè non più politica, ma socialmente libera. Nell'avvenire questo Impero tedesco potrebbe radunare intorno a sè in una confederazione tutti gli elementi germanici dell'Occidente, mentre i gruppi dei popoli slavi e latini si riunirebbero analogamente fra loro. La storia mira evidentemente a questo triplice risultato. Allora una eguale potenza di tutti i popoli, finalmente appagati in tutti i loro bisogni nazionali, ed una civiltà libera e generale, a cui si giungerà certamente attraverso mille vie e mille canali, potranno preservarci dal pericolo di uno squilibrio di potenza, sia dall'una che dall'altra parte.
Quando io scriveva le precedenti pagine, non poteva prevedere quale stupendo sviluppo fosse per prendere in breve volger d'anni la storia della mia patria. La folle dichiarazione di guerra di Napoleone III, derivata dal culto barbarico per l'idolo militare che ancora perdura in Francia, ha prodotto conseguenze di primaria importanza storica. L'intelligenza e la forza della nazione tedesca spezzarono la temuta potenza della Francia imperiale come una canna marcita. L'imperatore francese, i suoi generali, i suoi marescialli, il suo grande esercito, una volta terrore del mondo, come per una malìa, son fatti d'un tratto prigionieri di guerra. Il grande Impero francese si dissolse in polvere al tocco elettrico dello spirito nazionale tedesco, ed il papato, l'antico papato imperiale e millenario, si piegò anche esso inaridito ed inerte. Il re-papa latino e lo imperatore latino precipitarono insieme, ed in cospetto di Parigi assediata, nella notte di Natale del 1870, 1070 anni dopo Carlomagno, l'Impero, potenza nazionale tedesca, è ritornato alla dinastia protestante degli Hohenzollern. La fine dell'Impero nel 1806 appare oggi dunque soltanto come il principio di un interregno, il più lungo che la storia tedesca conosca. Ora noi incominciamo la riforma politica della Germania. E' sorprendente e bello poter oggi considerare la tenacia e la durata dell'idea imperiale, che è divenuta ora mirabile espressione del principio moderno della libertà di coscienza e della nazionalità.