Marcantonio Colonna, il vincitore di Lepanto, ingrandì il castello, vi pose dei trofei della guerra contro i Turchi, adornò le sale con pitture, delle quali non resta più traccia. Sul portale della rocca si legge una iscrizione, nella quale egli si chiama: Marsorum Talliacotiique Dux, Marchio Atisse, Albe et Manupelli Comes.

I tempi degli Orsini e dei Colonna, di questi re della Campagna romana, i cui nomi e le cui imprese riempirono dei secoli, sono divenuti leggendarii, come il ducato dei Marsi. La rocca di Avezzano, oggi proprietà dei Barberini Colonna, è divenuta una miserabile caserma, e solo lo stemma degli Orsini e dei Colonna ricorda ormai il suo grande passato. Il re della Marsica è oggi Torlonia; egli ha denari e possiede il genio dell'industria. A due passi dall'antico castello si vede una nuova grande piazza, ad un angolo della quale sta scritto: Piazza Torlonia. Là il Creso di Roma si fabbrica un palazzo; dovunque si vada in questi paesi, si sente parlare di lui.

Nelle città della Marsica i coloni e i vassalli maledivano un giorno gli storici loro tiranni Colonna ed Orsini, che coprivano ogni anno di ferro e di fuoco quella regione incantata che giace sulle rive del lago di Fucino. Ma oggi il nome, per nulla storico, di Torlonia è ripetuto qui con stima e riconoscenza da poveri e ricchi, signori e plebei. Torlonia coi denari ha fatto risorgere questa regione. Egli arma migliaia di uomini di pala e di vanga; migliaia di uomini egli nutre; dà in affitto i campi a famiglie e comunità. Ha riscattato dal lago miglia e miglia di terra, e vi sorgeranno nuove città; per 99 anni egli sarà il re della Marsica e possederà la nuova terra; vi avrà un monumento che tramanderà ai posteri la gloria di questo grande prosciugatore.

All'albergo di Avezzano chiedemmo, maliziosamente, pesci del lago. Non ne avevano; i pesci erano morti a migliaia sulle rive lasciate a secco dai lavori intrapresi; devono aver ricoperto d'argento una ben vasta estensione di terra! Che cosa c'importa dei pesci! ci disse l'ostessa, fanatica partigiana del prosciugamento, se noi guadagniamo dei campi? Che c'importa del lago, se avremo dei giardini? Nella nuova terra fioriranno i nuovi coloni. Ciò è esatto, ma sarà distrutta così una grande opera naturale, e l'Italia sarà vedovata per sempre di una meraviglia della natura, di uno dei più fulgidi suoi gioielli. Io non so assuefarmi all'idea che questo solenne lago, che per migliaia e migliaia d'anni ha specchiato nelle sue acque questi monti severi e maestosi, debba scomparire per sempre. Temo che ugual sorte tocchi presto anche al Trasimeno: anche quello vorranno versare nel mare, per guadagnar pascoli e campi; e chi sa che già non stiano furtivamente visitando le sue coste dei funesti capitalisti intenti a calcolare in quanta prosa sonante si possa convertire questa incantevole poesia naturale! Sì, il denaro e le macchine a vapore van prosciugando nel mondo la poesia, ma solo un mercante potrà rallegrarsi di questo.

Le rive del lago non misurano più che tre miglia. Dove poco fa si agitavano le onde e i pescatori gettavano le reti, sono ora verdi seminati, campi solcati dall'aratro, e divisi fra loro da segni di confine portanti lo stemma e le iniziali di Torlonia. L'allodola già ha nidificato sulla nuova terra, e l'allegra figlia dei campi intona già su di essa canti di giubilo.

Il Comune di Avezzano intentò lite al Torlonia, facendo valere i propri diritti sulla nuova regione; ma i contendenti si accordarono per una certa somma di denaro.

Arrivammo al cantiere dei lavori, dove ci si presentò uno strano spettacolo, che in piccolo ricordava i lavori del canale di Suez. Un canale largo e profondo è stato scavato dalla sponda del lago: in questo scorrerà l'acqua del lago, quando sarà compiuto il prosciugamento e quando sarà stata tagliata la diga. Delle cateratte massiccie, di pietra bianca squadrata, sono state costruite con fattura semplice e solida. Nel canale ed intorno erano centinaia di operai occupati a riempire di melma dei cesti e a portarli via su di un colle vicino. In gran parte eran donne che compivano questo lavoro. I loro fazzoletti rossi, le loro vesti variopinte, secondo il costume di Sora, davano alla riva un aspetto straordinariamente animato. Il nuovo canale viene a trovarsi in una posizione molto più bassa dell'antico per mezzo del quale già una parte del lago era stata prosciugata. E questo canale si dirige direttamente verso il monte Salviano dove sono anche gli antichi emissarii di Claudio.

Vedemmo anche tre colossali gallerie, una sopra l'altra, parte in muratura, parte scavate nella roccia, che si trovano molto al di sopra della superficie del suolo. Di là dal monte scorre il Liri, presso Capistrello, attraverso la valle di Nerfa, dalla quale scaturisce presso Cappadocia; in questo Liri sarà condotto il Fucino. L'emissario di Claudio fu già espurgato dall'imperatore Federigo II, poichè già per molti secoli ed anche nell'anno 1826 era stato più volte tentato il prosciugamento del lago. Questo tentativo ebbe felice esito soltanto nel nostro tempo; una società di capitalisti, fra cui molti francesi, intraprese circa 12 anni fa questa grande opera. L'emissario di Claudio fu in questa occasione riattivato, approfondito ed allargato. Torlonia, finalmente, assunse per suo conto l'alta direzione di tutta l'impresa. Fra pochi anni il prosciugamento del lago sarà compiuto.[86]

Dall'alto dell'emissario di Claudio si vede assai bene tutta la superficie del lago ed i monti all'intorno. A mezzogiorno si elevano i monti di Sora; nel vederli mi ricordai delle mie gite sul Liri. Cinque anni fa da Sora, dove mi ero dovuto fermare in quarantena, essendo scoppiato il colèra, volevo partire per Avezzano, ma i briganti m'impedirono di prender quella via. I monti della Maiella appaiono ad occidente. Eppure è sempre il monte Velino quello che attira su di sè l'attenzione dello spettatore; anche se si è volto altrove lo sguardo, bisogna riportarlo su di esso, tanto appare mirabile per la sua adamantina figura. Sembra che non riceva luce dal cielo, ma che risplenda di luce propria ed illumini i monti, il lago ed i piani.