Badanai da Badonai, adoperato a significare gli stessi ebrei.

Tatanai da Adonai, indica grida confuse di più persone; derivato probabilmente dalle replicate invocazioni ad Adonai (Dio) nelle preghiere dette in comune nella sinagoga.

Baruccabbà dalle prime due parole del saluto rituale Baruh abba bescem Adonai (Benedictus qui venit in nomine Domini) di cui gl'israeliti si servivano e che divenne nel romanesco nomignolo di scherno per gli ebrei.

Tareffe, denota magagnato, puzzolente, tolto dall'ebraico taref, derivato dal verbo taraf, sbranare, dilaniare, che si applica alle carni illecite, sia perchè non macellate secondo il rito, sia perchè appartenenti ad animali vietati.

Cascerro, da cascer, vale retto, congruo, conveniente, è l'opposto di taref.

Aèo, era uno dei gridi dei cenciaiuoli girovaghi ebrei, oggi scomparso, si usa in senso metaforico a denotare malandato, guasto.

Quantunque il Ghetto sia sparito ed i suoi abitanti si siano dispersi per i diversi rioni della città, tuttavia persiste la differenza nel modo di parlare degli ebrei, sebbene accenni e sia destinata a scomparire.

(Vedi passim i Sonetti romaneschi di G. G. Belli, editi a cura di Luigi Morandi. Lapi, Città di Castello, 1886-1889). (N. d. T.).

[37] Intorno al Ghetto ed agli ebrei in Roma vedi: Natali, Il Ghetto di Roma, Roma 1887; Baracconi, I Rioni di Roma, Torino, 1905; Ampère, L'Empire Romain à Rome, Paris, 1867; About, Rome contemporaine, Paris, 1861; Valadier, Rome vraie, Paris, 1867; Berliner, Ein beitrag zur geschichte der Juden in Rom, Berlin, 1890; Augustus J. C. Hare, Walks in Rome, London, 1905; Dott. Philiph, The Jews in Rome. (N. d. T.).

[38] È questa la chiesa di S. Maria dell'Orazione e Morte in via Giulia, detta semplicemente La Morte, dove ha sede l'Arciconfraternita dello stesso nome, detto anche La buona Morte, che ha lo scopo di andare a raccogliere i cadaveri abbandonati per la campagna e quelli dei poveri morti in città, ai quali anticamente dava sepoltura nel suo oratorio. (N. d. T.).