[49] Piazza Navona veniva allagata tutti i sabati durante il mese di agosto. (N. d. T.).

[50] Coppia di amanti babilonesi, le cui avventure celebrate da Ovidio nelle Metamorfosi, 4, 55 e seg., ricordate da Dante, Purg. 27-37, e da Shakespeare nel Sogno di una notte d'estate, divennero eccessivamente popolari in grazia alle rozze incisioni che formarono l'ornamento delle case operaie e contadine. (N. d. T.).

[51] Far mosca per far silenzio è pure del fiorentino; in romanesco si dice comunemente: Zitto e mosca! o semplicemente mosca! ed anche far moschiera quando si vuol dare maggior caricatura al discorso. (N. d. T.).

[52] Sul dialetto romanesco vedi Belli, introduzione ai Sonetti, vol. 1o, Ed. Lapi, Città di Castello, 1882; Sabatini F., Volgo di Roma e L'ortografia del dialetto romanesco, Roma, Loescher, 1890. (N. d. T.).

[53] Però ha prodotto quel monumento che sono i Sonetti del Belli, ai quali rimandiamo una volta per tutte il lettore, come alla più completa illustrazione di tutto quanto è descritto in queste pagine. (N. d. T.).

[54] Il teatro delle dame, detto d'Alibert nel vicolo dello stesso nome, presso piazza di Spagna, era il più vasto teatro di Roma, ma anche il più disadorno e di cattiva forma, fu distrutto da un incendio il 15 febbraio 1863. (N. d. T.).

[55] L'anfiteatro scoperto Corea in via dei Pontefici era annesso al palazzo della famiglia Corea ed era fondato sulle sostruzioni del mausoleo di Augusto; fino alla proibizione di Pio VIII vi si fecero le giostre delle vaccine; fu famoso per i fochetti, fuochi d'artificio che vi si incendiavano nelle domeniche d'estate; in generale gli spettacoli vi terminavano all'Ave Maria. Oggi è sparito ed al suo posto sorge il teatro Umberto I. (N. d. T.).

[56] Di questi altri teatri quello Capranica è stato chiuso e l'Apollo fu demolito in seguito ai lavori del Tevere. (N. d. T.).

[57] Per la benedizione dei cavalli che si fa in occasione della festa di S. Antonio abate che ricorre il 17 gennaio. (N. d. T.).

[58] Precedono i convogli funebri i così detti mandatari, specie di servi delle confraternite, vestiti di una livrea dai colori della compagnia. (N. d. T.).