[59] Il popolo li chiama gamberi cotti, appunto dal colore del vestito. (N. d. T.).
[60] Queste ragazze che vanno in processione sono per lo più zitelle, cui è stata assegnata nell'anno una dote da qualche congrega e si chiamano le ammantate dal manto bianco che le ricopre e che è di un tessuto fine, sul quale vengono infilati degli spilli comuni in modo che formino dei disegni, per lo più di fiori, che rilucono come se fossero d'argento. (N. d. T.).
[61] Questa croce immane di cartapesta, che vien portata nelle processioni, vien detta tronco perchè foggiata in due grossi tronchi d'albero nella loro rozzezza naturale. (N. d. T.).
[62] Via Claudiana, per quanto ci consta, non è mai esistita. (N. d. T.).
[63] Verso il tempo, in cui furon scritte queste pagine fu famosa l'accademia del modello Giggi Tallariti che ebbe sede prima in piazza S. Silvestro, rimpetto alla posta attuale, poi in via Margutta. (N. d. T.).
[64] Sul saltarello, ballo figurato che ricorda la tarantella napoletana e che prende il nome dal salto che spiccano i ballerini ad una battuta più marcata di tamburello, vedi Cracas, III serie, anno 1o, N. 6. (N. d. T.).
[65] Il Consiglio comunale di Roma nella seduta 19 maggio 1882 decretò la coniazione di una medaglia d'oro in onore di Garibaldi «a titolo di benemerenza cittadina per la grande iniziativa da lui presa, affinchè lo Stato provvedesse all'attuazione dei lavori necessari per la sistemazione del Tevere». (N. d. T.).
[66] Saggio di Bibliografia del Tevere presentato alla Società Geografica italiana nella tornata del 13 febbraio 1876 dal socio Enrico Narducci. Roma—Giuseppe Civelli, 1876.
[67] I bandi e chirografi, le bolle, gli editti, gli statuti, le notificazioni e le disposizioni dirette specialmente a regolare la navigabilità e la navigazione sono moltissimi e vanno dal 1562 al 1869; sono interessantissimi per la storia del nostro fiume ed alcuni hanno tuttora vigore, come quelli che regolano la polizia delle ripe e dell'alveo e la servitù della via alzaia. (N. d. T.).
[68] 370 km. di corso, 340 dalla sorgente a Roma, 30 da Roma al mare. Il suo corso attraverso la città di Roma è di 4105 metri. Massima larghezza a Ponte Molle 160 m. Profondità media 8 m. (M. Carcani. Il Tevere e le sue inondazioni, Roma, 1875).