[69] Francesco Brioschi: Le inondazioni del Tevere in Roma. Roma, 1876.
[70] Intorno all'arginatura delle ripe del Tevere sotto i Romani, vedi lo scritto del Borsari nel Bollettino della Commissione archeologica comunale di Roma, 1889, pag. 165 e seg. L'intiera materia delle inondazioni, della navigazione del Tevere e dei provvedimenti relativamente ad esse presi nei tempi antichi, è ampiamente trattata dal Preller in un articolo intitolato Rom und der Tiber, nelle Berichte der Sächsischen Gesellschaft, 1848-49. (N. d. T.).
[71] Gli epigrammi sulle inondazioni del Tevere si trovano sparsi nelle raccolte d'iscrizioni del Galletti e Forcella, nel Tevere incatenato del Bonini, nel Narducci, nel Carcani, etc.
[72] Anche nel 1852 è comparso un poema Il Tevere del romano Giuseppe Gioacchino Belli.
[73] L'amministrazione francese, durante il periodo napoleonico dal 1809 al 1814, aveva stabilito di costruire i muraglioni lungo il Tevere urbano ed il relativo progetto era stato redatto dall'ingegnere francese Navier. Vedi: Tournon, Études statistiques sur Rome et la partie occidentale des États romains, Paris, 1831, vol. 2o, libro V, cap. IV, pag. 178. Il Tournon soggiunge, profeticamente, che prima o poi, l'esecuzione di tale progetto si sarebbe imposta ad un governo, pel quale il risanamento e l'abbellimento di Roma fossero interessi di primo ordine (N. d. T.).
[74] Il Canevari fu il relatore (22 Luglio 1871) della Commissione nominata dal Consiglio Comunale nella seduta 3 Giugno 1871 e nella sua relazione si accenna già ai lungotevere ed ai muraglioni di sponda. (N. d. T.).
[75] Questa importante operetta originariamente vide la luce nel 1859 nel periodico l'Album, mutilata dalla censura, fu nuovamente pubblicata dalla «Casa Italiana Editrice di Roma» nel 1883, tralasciando però di riportare le importantissime iscrizioni relative alle piene. (N. d. T.).
[76] Negli scavi fatti per le fondazioni dei muraglioni e delle pile dei nuovi ponti sono venuti alla luce diversi oggetti, non tanti però quanti si sperava e sono stati depositati nel Museo Nazionale Romano nelle Terme Diocleziane. (N. d. T.).
[77] È questo oggi il quartiere dei Prati di Castello che tre ponti (Margherita, Cavour e Umberto) collegano alla vecchia città. (N. d. T.).
[78] Il pittore tedesco Karl Lindemann-Frommel (1819-1891), socio dell'Accademia di S. Luca fu per molti anni intimo amico del Gregorovius e ne illustrò l'idillio «Capri».