[89] Facciamo notare che la parola difesa, nelle Provincie facenti parte dell'ex regno di Napoli, è adoperata per denotare quella porzione del demanio comunale convertita dai baroni in loro esclusivo dominio, cingendola, a difesa, con siepi ed altri ripari, per impedire ai cittadini di penetrarvi per l'esercizio degli usi civici.

La parola difesa è anche adoperata ad indicare il demanio chiuso per tutto l'anno all'esercizio degli usi altre volte denota la chiusura per un determinato periodo o la riserva per il raccolto di alcuni frutti, come la ghianda e le castagne, altre volte ancora che il demanio è chiuso sempre per il popolo ed aperto per gli altri usi. (Vedi: Nozioni di diritto demaniale feudale per Donato A. Tommasi in Forti, e De Rensis, Il Codice dei Demani comunali nelle provincie napoletane e siciliane, Roma, 1906).

E' dunque più che probabile che per una di queste ragioni la località venga chiamata Difese, e che lo sventurato Corradino non c'entri affatto. (N. d. T.).

[90] Vedi: Bianco, Il brigantaggio alla frontiera pontificia dal 1860 al 1863, Milano, 1864. (N. d. T.).

[91] Consulta Guida dell'Abruzzo di C. Abbate, Roma, 1903. (N. d. T.).


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