La lotta degl'Italiani e dei Romani contro il potere temporale dei Papi cominciò già in quel tempo, poichè quel potere temporale era stato stabilito per il primo intervento di Pipino in Italia a favore della città di Roma, minacciata dai Longobardi. La storia dell'umanità non offre esempi di un'altra lotta di così lunga durata intorno ad un unico ed inalterato principio.

La ragione del viaggio di Carlomagno a Roma era la seguente. Papa Leone III, successore di Adriano, era stato, in seguito ad una congiura di nobili romani, fra i quali i nipoti stessi di Adriano primeggiavano, cacciato da Roma, dopo un tentativo di ucciderlo. Era fuggito prima a Spoleto, e di là si era ritirato a Paderborn. Il gran monarca rimandò anzitutto il fuggiasco con ambasciatori franchi a Roma, dove gli aristocratici, che si erano impadroniti del governo, non opposero alcun ostacolo al suo ritorno: ma, spaventati per l'imminente intervento, si sottoposero al processo e al giudizio di questi plenipotenziarii. Essi decisero in favore del Papa, ma i ribelli condannati si appellarono a Carlo, e questi venne solo un anno dopo, come aveva promesso a Leone, per tenere in Roma il suo tribunale, che il Papa, suo sottoposto in ogni questione temporale, ugualmente riconobbe.

Carlo calò col suo esercito nella Sabina, e sostò a Mentana per venire a Roma, non per la via Salara, ma per la Nomentana.

Questo prova solo che quel luogo aveva anche allora molta importanza perchè era la sola sede episcopale della regione Sabina. Da ciò si può dedurre che Monterotondo che dista solo mezz'ora da Mentana, ed è molto più grande e più abitabile di quella, nell'ottocento non esisteva ancora. Veramente si era creduto di riconoscere in Monterotondo l'antica Eretum; ma il Nibby si è pronunziato, con seri buoni argomenti, contro questa opinione, ed ha provato che quella località ha avuto origine soltanto nel più tardo medio evo. La Sabina formava originariamente una parte del ducato di Spoleto; Carlomagno l'aveva regalata al Papa, e solo molto più tardi la trasse in suo potere. Ma molto relativa era questa sua potenza sul territorio sabino prossimo a Roma. Tutta la regione era stata spaventosamente devastata, nel IV secolo, dall'invasione dei Longobardi: le sue città erano già quasi tutte decadute; nell'ottavo e nono secolo i documenti delle diocesi dimostrano che esse non erano più città, ma borghi.

Leone III era andato solennemente incontro a Carlo a Nomentum con i maggiori dignitarii della chiesa, una parte della nobiltà e della milizia cittadina e molto popolo. Carlo giunse a Nomentum il 23 novembre 800. Egli pranzò col Papa, dopo di che questi tornò a Roma per preparare il solenne ricevimento del monarca in S. Pietro, per il giorno seguente, mentre Carlo pernottò nel paese. In qual palazzo fece Carlo il suo pranzo col Papa, e dove passò la notte?

Nomentum era, mille anni fa, certamente più popolata di ora; e se l'antica città si trovava nella stessa ubicazione, in cui si trova oggi la miserabile fila di case presso al castello degli Orsini, essa poteva offrire, in piccolo, l'aspetto di tutte le altre città di quel tempo: rovine dell'antichità, tempi distrutti o trasformati ad altro culto, e palazzi di antica signoria, a fianco di tugurî abitati da una nuova generazione.

A Nomentum non risiedeva un conte; forse un tribuno, per analogia con altre città, vi aveva giurisdizione, se il paese però—cosa di cui dubito—era ancora abbastanza grande da essere sede di un tribuno. Non ci erano ancora stirpi baronali, nel senso del medio evo più vicino a noi. Soltanto 150 anni dopo si trova in Nomentum la stirpe dei Crescenzi, ricca e perciò dominante. Perciò indubbiamente abitò Carlo nella curia vescovile, la residenza, certo molto patriarcale, del vescovo di Mentana.

Fu dunque di là che il più grande dominatore dell'Occidente scese a Roma, il 24 novembre 800, e fu là che egli sostò prima di recarsi all'incoronazione. Un mese dopo Leone III lo incoronava appunto re dei Romani.

Il rinnovamento dell'Impero d'Occidente nella Dinastia Franca, a parte altre ragioni più generali ed elevate, era divenuto necessario per i Papi anche per questo, che esso dava loro il modo di mantenere il loro dominio temporale su Roma e sulle provincie. Poichè, senza la protezione dell'autorità imperiale, senza la sicurezza di un sempre pronto intervento franco, i Papi non avrebbero potuto affermare la loro signoria sulla regione romana. Questo fatto si era già allora manifestato palesemente, ma la storia posteriore del Dominium temporale non fece che offrirne nuove prove irrefragabili.

Nel secolo decimo questo dominio fu minacciato da un grande pericolo: quello della nobile casa dei Crescenzi, la quale appunto aveva in Mentana grande autorità. Essa apparisce, per la prima volta, nel 901, e, da quell'anno, si trovano molti Crescenzi fra i più ragguardevoli signori della città. Che questa casa già possedesse terre in Sabina, è mostrato dal fatto che un Crescenzio, nel 967, fu conte e rettore della provincia Sabina per incarico del Papa.