EUPHORION
POEMETTO POMPEIANO
DI
FERDINANDO GREGOROVIUS
TRADUZIONE E NOTE
DI
MARCO GALDI
Pompei, la storica e infelice città della Campania, ha sempre esercitato sugli animi degli artisti un'attrattiva affascinante di maga. Difatti, quelle zolle arrise dal sole e irradiate dalle sovrumane bellezze della natura, su cui, in un momento d'ira, il Vesuvio osò riversare la piena del suo mal contenuto furore, riducendo in un mucchio di rottami e di polvere quanto prima era stato rigoglio e splendore, presentano all'occhio dell'artista tale un interesse, ch'ei non sa, nè può distaccarsi dall'oggetto della sua contemplazione, senza riportarne una impressione profonda di meraviglia e di magnificenza. Giacchè, dinanzi alla sua accesa fantasia sfilano, come attraverso a un caleidoscopio, immagini e figure che un dì popolavano quel sito delizioso: ed il pensiero, con audacia pari alla sua forza, sormontando le barriere del tempo e dello spazio, raccoglie e ricostituisce, nella universalità della sua comprensione, gli avanzi dell'età passata e, al lume della storia, rianima le spente sembianze affacciantisi all'orlo dello smosso sepolcro, mentre, quasi soffiandovi dentro, v'infonde vita, calore e sentimento.
A questo fenomeno d'irresistibile seduzione magica, che assorbe e rapisce gl'ingegni, va dovuta la ricca fioritura di romanzi e poemetti, inspirati dall'idea d'intrecciare, qual più qual meno, gloriosi fregi e corone intorno al nome immortale di Pompei.
Si tratta di far rivivere la civiltà trascorsa, cómpito invero assai arduo, come quello che richiede la piena ed esatta conoscenza di ciò che chiamasi ambiente storico. E a tal uopo, o librandosi in alto sulle ali della loro bizzarra fantasia, inventando così situazioni ed intrecci, o pigliando le mosse da qualche opera d'arte, venuta fuori alla luce del sole dopo tanti secoli d'oblío, e allargandola e sviluppandola nei suoi varî atteggiamenti, i poeti — nel senso più ampio della parola — ci trasportano col pensiero ai tempi passati, ci riproducono, in mezzo a scene caratteristiche, le passioni e le lotte che un dì agitavano e laceravano i cuori dei figli della Campania, indovinano e quasi vogliono strappare alla polvere il segreto di ciò che avveniva dopo l'immane catastrofe della città.