— Mio caro, bisogna riunire tutte le sparse forze conservatrici e opporre una resistenza energica!... Da voi, credetemi, c’è molto da fare, ma occorre l’uomo che sappia prima creare un movimento generale a forza di attiva e intelligente propaganda, e poi mettersene alla testa.... Perchè non sareste voi quest’uomo, dal momento che ne possedete tutti i requisiti?...
E d’allora, egli non aveva vissuto più che per questo, trascurando affatto sua moglie, disertando la casa, sempre in moto tra le elezioni, il Municipio, il giornalismo, le associazioni politiche, le commissioni d’ogni genere, trovando modo d’agitarsi persino in quei momenti di profondo ristagno in cui la vita pubblica sembra assopita.
Per tutta risposta, allorchè sua moglie abbandonava un momento la sua muta e desolata aria di salice piangente per rivoltarsi e protestare, egli si stringeva nelle spalle, con un sorriso bonario e fine alla Depretis.... Però, una volta non aveva sorriso e s’era fatto invece terribilmente scuro in viso, togliendo d’un tratto alla mite creatura tutto il coraggio con cui gli avea ripetuto d’essere stanca di quella vita, di sentirsi giunta all’estremo limite della sua rassegnazione, e gli avea soggiunto, drizzandosi sulla vita sottile, sottile, appuntando verso di lui il dolce profilo divenuto in quel momento duro, tagliente, viperino:
— Bada!... Un giorno o l’altro, mi farai perdere la testa, e allora commetterò forse qualche follìa!...
In verità, la povera signora ne moriva dalla voglia e l’avrebbe voluta commettere già da un pezzo la grossa follìa minacciata, senza però avvertirne prima suo marito, perchè non ne poteva più di una simile esistenza, di quell’uomo egoista e brutale che non si curava punto di lei per correre dietro ai suoi sogni ambiziosi, a delle assurde chimere di potere, perchè ella aveva venticinque anni, del cuore, dei nervi, del sangue e un bisogno prepotente, quanto più soffocato, di tenerezza, di affetto e di carezze!... Ma la paura del marito era più forte di tutto ciò e la paralizzava sempre; il carattere autoritario e violento di lui la faceva fremere all’idea di metterglisi in guerra aperta, dominava troppo la sua fibra delicata e poco resistente. Sentiva bene che all’occorrenza, egli che non mostrava neppure d’accorgersi di lei, avrebbe aperto tutti e due gli occhi — quei grandi occhi neri e cupi che avevano una mobilità da maniaco e le mettevano ora dei brividi addosso, quasi che il tempo in cui la facevano languire di passione non fosse mai stato. E una volta acquistata la certezza, guai; egli non si sarebbe arrestato davanti ad alcun eccesso! Era meglio dunque vivere ancora così, macerandosi solitariamente, anzichè compromettere ogni cosa con un colpo di testa: l’onore, la pace, fors’anche la vita!...
Tutte riflessioni belle e buone, eccellenti consigli dettati dalla ragione e dalla prudenza, i quali avevano avuto il loro grave peso fino a che le aspirazioni di lei erano vagate astrattamente nel vuoto, ma che aveano cessato di contare il giorno in cui don Giovanni era apparso sull’orizzonte conjugale. Quando il diavolo vuole, addio prudenza! E il diavolo, nel caso presente, s’era servito del marito in persona, il quale adesso, stanco di lavorare e di agitarsi per gli altri, trovava giunto alla fine il momento di mettere avanti la propria candidatura al Parlamento e teneva a tale scopo quasi tutte le sere delle riunioni preparatorie a casa sua, presiedute dal marchese Toralta. Questo marchese Toralta, senatore del Regno, un pezzo grosso del partito moderato, era vecchio, mezzo cieco, e si faceva accompagnare ogni volta da suo figlio. Ora, Stefano Toralta non s’era permesso mai il lusso di un’opinione politica qualunque, e preferiva, mentre gli altri discutevano, mettersi a chiacchierare in un cantuccio con la signora Marelli, presente anche lei a tali riunioni per espressa volontà di suo marito, il quale accarezzava fra gli altri sogni anche quello di un gran salotto politico.
Delle amiche aveano parlato spesso a lei di Stefano Toralta come di un seduttore pericolosissimo che avea parecchie vittime sulla coscienza, bello, elegante, intraprendente, pieno di spirito e d’audacia.... Per quel che riguardava l’eleganza e la bellezza, ella non diceva di no, tutt’altro, ma quanto al resto, lo avea trovato invece così semplice, gentile, per nulla amante di sfoggiare dello spirito, con un’arte tutta sua di mettere nella conversazione una nota di delicata intimità, e rispettoso, discreto poi, senz’alcuna pretesa, con un’aria di buon ragazzo che non sa di piacere e di possedere delle attrattive irresistibili: una cosa deliziosa!... Dapprima, ella s’era abbandonata alla simpatia che già le si destava vivissima per lui, ingenuamente, con una spensieratezza da collegiale; ma poi s’era accorta dell’abisso verso cui s’avviava di galoppo e avea voluto fermarsi a tempo, tentare tutto quanto era in lei per evitarlo.... Ma sì, come se suo marito le avesse permesso di condursi a proprio talento, come se non avesse giurato di farle perdere la testa a tutti i costi!... Ella accusava delle emicranie, voleva mettersi a letto per tempo, ed allora erano delle scene violente, persino delle minaccie, per istanarla da quella camera al buio dove andava a rifugiarsi coi suoi tormentosi e seducenti fantasmi; si trincerava nel proprio salottino, dandosi un gran da fare attorno ad un ricamo, ad un lavoro di tappezzeria qualunque, retto da un meccanismo complicatissimo di telai e di trespoli, apposta per avere il pretesto di non muoversi di là, e allora suo marito s’affacciava all’uscio, parlando forte per essere udito dal salotto contiguo e forzarla in tal modo:
— Questo povero Stefano che si annoia da morirne!... Vieni un momento di qua con noi....
E se ella si figgeva le unghie nella carne per non cedere a quella tentazione, mettendo avanti un pretesto dopo l’altro, Marelli glielo conduceva fin lì, gettandole per soprappiù delle occhiate di traverso e prendendo un’aria giovialmente paterna per dire al giovanotto, che voleva divertire ad ogni costo per riguardo di suo padre:
— State a guardare la fatica di Penelope.... Tutto lavoro che verrà lasciato in aria domani, o magari sarà disfatto!