Le spade
Or deponiam.—Di Babilonia vinti
I nemici son tutti. Egizî, e Medi,
E Sciti, e Ebrei noi le traemmo schiavi;
E quelle mani, che alla sua rovina
Volgevan l'armi, or diverranno ancelle
Della sua gloria; e innalzeranno eccelsi
Templi ai suoi Numi; e aggiogheranno l'acque
Dell'Eufrate ribelli; ed in un vasto
Giardino muteran questo soggiorno;
E a me, che stringo nel mio pugno il mondo,
Eleveran statue d'argento e d'oro,
Che culto avranno come i simulacri
D'Auramazda e d'Istàr.—Nume son io
Com'essi!… A terra!… Innanzi a me prostratevi!
JEROBOÀM
(agli Ebrei che lo circondano)
Ah, per Gèova…. no!… no!… Nessun di voi,
O fratelli, si prostri.
ARG.
(a Jeroboàm e agli Ebrei)
A terra!
TUTTI
A terra,
O schiavi!
JER.
A terra non cadrem che spenti.
AFRAISAB (ai soldati indicando Jeroboàm)