(s'allontanano per lo scaleo).

ATTO SECONDO

Bosco in riva all'Eufrate.—Agli alberi stanno appese delle arpe.—Diverse capanne.—Quella di Jeroboàm, in mezzo, ai piedi d'un albero.—Fra tronco e tronco, si vede, poco lontano, scorrere il fiume, e, sulla sponda opposta, biancheggiare degli edifici in costruzione.

SCENA I

JEROBOÀM, seduto presso alla propria capanna.— EFRAIM alla sua destra.—Intorno siedono gli schiavi Ebrei.—Poi alcuni Aguzzini.

JER.
(come continuasse un racconto)

E poscia, in sogno, mi parea con voi,
Cieco qual sono, di fuggir tra i monti
Verso la patria. Al fianco mio venivi,
Sostegno e guida tu, Efraìm.—Dicevi:
«Fra poco il giogo toccherem!… Là giunti,
«Noi rivedrem il suol di Galilea!»
Ed ecco uscir da tutti i petti un urlo
E il popolo sostar. Ond'io ti chiesi:
«Che avvenne?»—E tu: «Oh, l'infausto portento!
«A precluderci il varco a un tratto è sorto
«Un colosso di bronzo!»—Allora ai miei
Occhi tornò la luce, e ch'esso avea
Di creta i piedi io vidi.—Una pietruzza
Raccolsi e la lanciai….—Ero lontano;
Debole al par del braccio d'un fanciullo
Era il mio braccio;… eppur colsi nel segno!
Sicchè il colosso tentennò, poi cadde,
E rovinò giù per l'erta montana
Come neve spezzandosi ai macigni.

EFRAÌM

È una promessa questo sogno!

ALCUNI AGUZZINI
(irrompendo, sferzando gli ebrei)