ZALA

No!… Forse, nei primi giorni,
I ricordi d'infanzia e la bellezza
Della fanciulla aveano acceso in lui
D'amore una parvenza; ma, passato
L'impeto primo, egli è caduto preda
Di strano morbo che lo strugge.—Quando,
Soli, la sera, essi ne vanno insieme
Fuor della reggia, a lor, no, non sorride
Il tripudio che da questo pensiero:
«Esser liberi e amarsi!»—Egli cammina
Taciturno; e Daìra, al fianco suo,
Vien silenziosa….

ARG.

È per gli amanti caro
Idioma il silenzio!

ZALA

Ebben lo rompe
Nabuco; ma d'amor non parla; parla
Fra sè di strani sogni.—Essa, lo interroga
Timidamente; ma ei non l'ode. Entrambi
Erran del fiume in riva infin che annotta;
E, allora, come da fatal possanza
Spinto, ei qui move, mentre, dietro a lui,
Pallida ed ansimante ella s'innoltra.

ARG.

E tu udisti quant'ei dice a sè stesso?

ZALA

Sì….