ARG.
(con impeto di disperazione)
A Istàr io dunque
Sacrarmi debbo?—Ebben mi sacro!—Mite,
Leale io nacqui! Feroce gli eventi
M'han voluto!… Stassera essi morranno!
(fa per allontanarsi)
ZALA
(trattenendolo)
No…. Verrò teco anch'io, sacra ad Istàr,
Il giorno in cui l'estrema mia speranza
Svanir vedrò…. Ma tal speranza forse
Or per compiersi sta….—Dacchè Nabuco
Tornò, la reggia ogni notte risuona
Per allegri conviti; pur, seduto
A mensa, o a contemplar le danze, ei resta
Sol pochi istanti, e, spesso, non vi appare….
Perchè vive ei così?
ARG.
Dell'amor suo
Egli vive soltanto!—Come un bimbo
Daìra lo conduce.—Ora discendono
Nell'antico giardino; or dalla reggia
Escon la sera.
ZALA
Ma li segue un'ombra….
Io!—E a quest'ombra ora un mistero è noto!
Odi: Nabuco non ama Daìra!
ARG.
Non l'ama?