PARTE PRIMA

SCENA I

ARGIASP—ZALA.

(Zala siede presso la torre guardando verso la reggia; Argiasp ne viene; Zala gli muove incontro)

ARG.

S'io potessi sperar, che la memoria
Di quel che han visto cogli occhi si spegna,
Già conficcato di mia man vi avrei
Una punta rovente!—Ignuda quasi,
Essa la coppa gli riempie.—A lei
Egli protende la bocca scarlatta,
Qual ferita che sanguini ed implori
Il balsamo dei baci…. Ed essa chiude,
Come in delirio, le palpèbre, e preme
Colla sua quella bocca….

ZALA
Ed ei del folle
Sogno mai non parlò?

ARG.

No…. Jeràk, il Mago,
Venìa talor; gli mormorava un detto
All'orecchio, e spariva….—Alla sua vista
Di Daìra oscuravasi la fronte….
Ma, poi, l'ebrezza divampar più ardente
Nel suo petto parea….—Perir dovessi
Fra i più atroci tormenti, ora, o Nabuco,
La tua rovina io vo' soltanto!

(squilli di trombe)