"Chicchetussia dei mille amanti miei,
"Che mi presti la bara a seggiolone,
"Sappi che un'illusione
"Per te, se fosti vivo, ancor sarei….

"E sarei la più triste e la più grama,
"La più steril di pace e d'allegrezza,
"E potrei d'amarezza,
"Non più di gaudio, pagar la tua brama.

"Sappi ch'io sono ancora un'illusione,
"Ma non siccome un dì bella e gioconda,
"Né alla mia treccia bionda
"Chiederesti il profumo e l'oblivione!

"Sappi che piangeresti in mia presenza,
"Perch'io son l'illusion la più inumana;
"La più caduca e vana;
"L'illusion dei sepolcri: l'Esperienza!"

Agosto 1876.

LE DEMOLIZIONI

A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER.

Pietre, da tanti secoli
In un bacio congiunte,
Travi e barre, dall'acqua
E dal sole consunte,
Barcollanti casipole,
Ieri viventi ancora,
Oggi il Tempo vi mormora:
"È giunta l'ultim'ora!"

Il Tempo!… Il triste scettico;
L'êra, l'anno e l'istante;
L'orco che mangia i popoli;
L'impassibil quadrante;
La sfinge inaccessibile;
Il mistico serpente,
Che afferra, eterno circolo,
La sua coda col dente.

In un nembo di polvere
Cadon le vecchie mura;
Sembran côlte le tegole
Da un'orrenda paura;
Ed i balconi, vedovi
D'imposte e senza vetri,
Sovra i passanti guardano
Come occhiaje di spetri.