IL DÌ DEI MORTI

Quest'oggi il calendario
Segna il giorno dei morti,
Il giorno in cui gli scheletri
Han mistici conforti,
Ed io, seguendo il popolo
Come sopra pensiero,
Mi trovo al cimitero
Fra i cippi a vagolar.
Qui tra le mute lagrime
Delle madri dolenti,
Tra gli ipocriti gemiti
Degli eredi parenti,
Tra i fiori che inghirlandano
I cippi biancheggianti,
Rovistando i sembianti,
Comincio a meditar.

Chi mi disse che il fùnebre
Campo, ov'io sono, ispiri
Pensieri melanconici,
Desolanti deliri?
Chi mi disse che incutono
Disinganni e paure
Le mille sepolture
Che stan dinanzi a me?
Qui, dove gli altri parlano
D'incompresi destini;
Qui, dove gli altri perdonsi
In mar senza confini;
Qui, dove tutti fremono
D'indicibil terrore,
A me si spegne in cuore
Ogni bugiarda fè.

Sulle zolle che atteggiansi
A smaglïanti ajuole,
Tra i fiori, che si volgono
Desiosi ai rai del sole,
Della Morte io non veggio
La larva ischeletrita;
Non la Morte, la Vita,
O miei fratelli, è qui!…
La Morte!… Che significa
Questa strana parola,
Che fa sgomento ai timidi
E che i forti consola?
La Morte!… Chi mi scioglie
Questo fatal segreto,
Che al cèrebro d'Amleto
Il dubbio suggerì?

È la Morte una fisima
Delle pusille menti!
Se nacquer dai cadaveri
L'erbe ed i fiori olenti,
Se i vermi ha fatto nascere
La carne imputridita,
La forma, e non la vita,
D'esistere cessò!…
L'operosa materia
Convien che a sè ritorni;
La Morte è legge assidua;
Noi moriam tutti i giorni!
Noi moriam, trasformandoci
Da bimbi in giovinetti!
Noi moriam cogli affetti
Che il nostro cor provò!

Perchè cercar nell'anima
Le fede e la speranza?
Perchè cercar nell'anima
La postuma esultanza,
Se scioglier la materia
Ci può il fatal problema,
Se il mistico pöema
Essa cantar ci sa?
Essa, l'eterno simbolo;
Essa, l'eterna Dea;
Essa, da cui germogliano
E l'albero e l'Idea;
Essa che dà alle indagini
I responsi più esatti,
Che non i sogni astratti
Delle trascorse età!

Che v'importa dell'anime
Dei figli trapassati,
O padri, sovra i candidi
Sepolcri inginocchiati?
Via!… Chiudete l'orecchio
Ad una sciocca turba,
Che il pensier vi conturba
Con sogni di terror!
I vostri figli vivono;
Sono raggi di sole,
Son glebe, son garofani,
Son aria, son vïole;
Voi, pregando sugli umidi
Fiori o sui secchi dumi,
Ne aspirate i profumi
E vivete con lor.

Oh!… Dite ai mille ipocriti
Dalle fisime strane,
Che noi, togliendo l'anima
Alle credenze umane,
Non vi togliamo il balsamo
Delle memorie pie,
I canti e l'armonie
Che sanno consolar!
Credete alla Materia
Per creder nell'Eterno;
Il Bene e il Mal sussistono;
Ecco il Cielo e l'Inferno!
Religïon purissima
È la Scienza, la luce
Che gli uomini conduce
Ad amarsi e pensar.

PER IL SANTO NATALE

(A EUGENIO TORELLI-VIOLLIER)