Puoi tu insegnarmi il numero
Degli astri rotëanti?
Dirmi che sia lo spazio
E cosa sian gli istanti?
Dirmi perchè sussistano
La luce, l'ombra e il moto,
E come in foglie si trasmuti il loto?
Scienza, a crëare insegnami
Un'erba od un insetto;
A discerner le cause
Dell'odio e dell'affetto;
A indovinar l'incognito
Principio della creta;
Scienza, dei mondi apprendimi la meta!
Ed io, fervente apostolo
E adorator dell'arte,
Verrò a chiedere l'estasi
Alle tue dotte carte,
E vestirò coi fascini
D'un eterno poëma
La soluzione del vital problema!
Ma, fino allora, chiederti,
Scienza, che deggio io mai?
Forse l'oro e la gloria
Che da tempo spregiai?
Forse di qualche popolo
Le gesta o la favella?
Forse una data o il nome d'una stella?..
Ahimè!…La scienza è un briciolo
All'ignoto involato!
Noi non ghermiam che un atomo
E gridiamo: È il Creato!…
E perdiamo nell'ansie,
E perdiam negli affanni
L'incantevol sorriso dei verd'anni!
E poi, giunti sul margine
Della vita che fugge,
Anco cinti di gloria,
Un pensiero ne strugge;
È del Nulla il fantasima
Che nell'estrema prova
Ci mormora all'orecchio: Or, che ti giova?…
Lo so; i verd'anni passano
Pei dotti e pei gaudenti,
E forse nel silenzio
Degli anni miei cadenti,
Triste e scorato, ai fervidi
Giovani dì pensando,
Anch'io dovrò ripeter lagrimando:
"Stolto!… I bei sogni sparvero!
"Sparvero e nappi e amori,
"E i giorni tuoi tramontano
"Qual sol senza splendori!
"Scendi, rabbiosa ed invida,
"Nella tua sepoltura
"A mutar forma, o volgar crëatura!"
È ver!… Ma tutti muojono,
E dotti e gaudenti!
E allor che giova il plauso
O il biasmo delle genti?
In un pugno di polvere
L'incompreso Destino
Muta i cranii di Dante e d'Arlecchino!
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