"All'opra!… Avanti!
"Al lavoro!… Al lavoro!… A te, o pöeta,
"La luce e il moto!… A te l'immenso dono
"Di qualche centinajo di minuti!!…"

Vecchia megera, sfinge imbellettata,
Scialba carogna rizzata sui trampoli,
Dal ghigno sterëotipo e dai mille
Fronzoli in similoro,… ad altri narra
Le tue storielle!… Un vecchio lupo io sono
Che non dà nei tuoi lacci!

"All'opra! All'opra! "Al lavoro!…"

E tu intanto, oscena arpia,
Mi pagherai col rabescar di rughe
Il mio sembiante; col pelarmi il cranio;
Collo sfiaccarmi i muscoli e filtrarmi
Nelle vene e nell'ossa,—a poco a poco,—
Il gel dell'agonia!…

Nulla ti chieggo
Alba!…
No!—Errai!—Ti chieggo un verso; un verso
Per maledirti, quanto umanamente
È dato maledir!…
Ora ai tuoi vezzi
Presti fede chi vuole!… Io m'addormento!

MERIGGIO

9 FEBBRAJO 187*.

Piegate per gli amanti, scongiurate il Signore Che creò la sventura quando creò l'amore. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Tutti abbiam nella vita
L'ora fatal che resta, come negro stilita
Sul nostro capo, immobile, finché anuiam sottoterra.
E. PRAGA.

Questo e il mio dì fatale!…
O genti buone,
Se i canti miei v'han dato un entusiasmo.
Se una scintilla dell'anima mia
V'arse un istante, siatemi cortesi
D'una lagrima.